Ascesa e declino di Dalian Wanda: il gigante cinese sull’orlo del crac

Federico Giuliani

23 Giugno 2024 - 06:35

Il settore immobiliare cinese sta monitorando la crisi del debito affrontata da Wang Jianlin, a capo del più grande promotore immobiliare commerciale della Cina.

Ascesa e declino di Dalian Wanda: il gigante cinese sull’orlo del crac

Le ultime notizie degne di nota risalgono alla scorsa estate. Wang Jianlin, in passato l’uomo più ricco dell’Asia, veniva descritto da insider informati in enorme difficoltà finanziaria. Non stiamo parlando di un uomo ma qualunque ma del patron di Dalian Wanda. Un conglomerato cinese noto alle nostre latitudini per aver dato il nome allo stadio della squadra di calcio spagnola dell’Atletico Madrid (e averne acquistato alcune quote), aver messo le mani su Infront - e dunque sui diritti televisivi del massimo torneo calcistico italiano, la Serie A - e ipotizzato di voler creare una nuova Hollywood.

Questo passato dorato è stato sepolto da una montagna di debiti. Tra il giugno e il luglio del 2023 mister Wang ha cercato in tutti i modi di evitare il default della sua creatura attraverso la vendita di asset. Il gruppo, attivo nel settore immobiliare e nell’intrattenimento, ha venduto una partecipazione del 51% di Beijing Investment alla società cinematografica e di gioco China Ruyi per 2,26 miliardi di yuan (315 milioni di dollari), dopo aver già venduto una quota del 49% per rimborsare 400 milioni di dollari di obbligazioni in scadenza.

Wanda ha quindi ceduto i suoi complessi commerciali di punta Wanda Plaza di Shanghai, Suzhou, Huzhou e Guangzhou, mentre altri rami societari hanno cercato di estendere nel lungo periodo le scadenze di altre pesanti obbligazioni. Il pericolo è stato rimandato ma chissà fino a quando.

Il declino di Wanda

Wanda, tra l’altro, è stata declassata dalle principali agenzie di rating in territorio spazzatura a causa delle incertezze sulla sua capacità di pagare i bond in dollari. Sempre lo scorso luglio, sembrava che la società di Wang potesse disporre di un periodo di grazia di poche decine di giorni prima che potesse andare incontro ad un default.

Per S&P Global Rating, inoltre, l’unità di gestione immobiliare, Dalian Wanda Commercial Management (DWCM), aveva solo circa 200 milioni di dollari in contanti offshore ai quali poteva accedere. Lo stesso Wang, intanto, ha visto la sua ricchezza crollare di quasi l’80% dal picco di 33 miliardi di dollari del 2016. Il tycoon ha fin qui evitato il crac del conglomerato, che deve tuttavia ancora affrontare ingenti pressioni per il rimborso dei debiti.

Si tratta di un drammatico cambiamento di fortuna per Wang, che una volta nutriva l’ambizione di sfidare il gigante americano dell’intrattenimento Disney. Il prezzo da pagare è stato salatissimo, visto che oggi il patrimonio dell’uomo si aggira intorno ai 6,3 miliardi di dollari, mentre l’impero che ha costruito a partire dal 1988 - che vantava investimenti nel settore immobiliare, finanziario e cinematografico – si è notevolmente ridimensionato.

Il prossimo a cadere?

Il settore immobiliare cinese sta monitorando la crisi del debito affrontata da Wang Jianlin, a capo del più grande promotore immobiliare commerciale della Cina, lo stesso che gestiva numerosi centri commerciali, uffici e hotel in tutto il Paese.

Per il momento Wanda trattiene il fiato e resiste ma gli investitori sono in apprensione. A proposito del nodo immobiliare, ricordiamo che, nell’ambito di un pacchetto di sostegno per il settore immobiliare colpito dalla crisi, il mese scorso Pechino aveva annunciato un piano di prestito di 300 miliardi di yuan (41 miliardi di dollari), che potrebbe tradursi in finanziamenti bancari per un valore di 500 miliardi per l’acquisto da parte delle imprese statali locali (SOE) case completate e invendute.

Solo una manciata di sviluppatori in difficoltà ne trarranno beneficio. Completare la costruzione è il problema che gli sviluppatori in difficoltà si trovano ad affrontare”, ha affermato l’analista del credito di S&P Global Ratings Esther Liu. Mentre gli sviluppatori attendono chiarezza sulla domanda delle aziende statali e sulle offerte di prezzo, alcuni banchieri affermano che il programma di alloggi a prezzi accessibili potrebbe portare a un deterioramento della qualità degli asset poiché le aziende statali farebbero fatica a generare profitti sufficienti per ripagare i prestiti bancari. È uno scenario del genere che l’ex colosso Dalian Wanda si trova costretto a nuotare per non affogare.