Arriva un nuovo ordine monetario basato sulle stable-coin?

Tommaso Scarpellini

30 Aprile 2025 - 19:43

L’indebolimento del dollaro, nel potenziale nuovo ordine monetario basato sulle stablecoin. Cosa c’è di vero e quali sarebbero le conseguenze per i mercati?

Arriva un nuovo ordine monetario basato sulle stable-coin?

Il mondo sta assistendo alla nascita di un nuovo ordine monetario globale e gli Stati Uniti potrebbero essere in prima linea nel guidare questa trasformazione.

Si sente sempre più parlare di stable coin regolamentate, e quanto pare Washington punta potrebbe utilizzarle per difendere la supremazia del dollaro in un’era dominata dalla digitalizzazione della finanza.

Questo cambiamento, che promette di rivoluzionare il concetto stesso di moneta, avrebbe conseguenze profonde anche sui mercati finanziari tradizionali. Dal comportamento del dollaro ai rendimenti dei Treasury, fino all’andamento delle borse: ma di che genere di cambiamento stiamo parlando?

Cosa sta facendo Trump con il dollaro e perché?

Il presidente Trump è stato chiaro: vuole indebolire il dollaro, e si potrebbe quasi dare per scontato che lo vorrebbe fare senza però comprometterne il ruolo dominante a livello mondiale. L’obiettivo è rendere più competitive le esportazioni americane, rilocalizzare la produzione industriale e allo stesso tempo preservare il potere geopolitico della valuta americana.

La chiave di questa strategia è dirottare parte dei capitali. Ma dove? A quanto pare, non verso valute rivali come l’euro o il yuan cinese, bensì sembrerebbe, verso il nascente ecosistema delle stable coin ancorate al dollaro. Per questo motivo, il governo ha avviato la creazione di una riserva strategica di Bitcoin e ha spinto per l’adozione di un quadro normativo che permetta alle banche americane di emettere dollari digitali sotto stretto controllo federale.

Trump punta così a creare una fuga di capitali «controllata», preservando la domanda di strumenti finanziari legati al dollaro, pur consentendo una svalutazione sufficiente a rilanciare la competitività degli Stati Uniti sui mercati globali. Ma questo potrebbe davvero funzionare? E cosa rischi nel farlo?

DXY, 1D DXY, 1D Grafico a candele giornaliere del DXY. Fonte: baha.com

Cosa potrebbe significare per i mercati: focus su dollaro, Treasury e azioni

Gli effetti di questa nuova architettura monetaria potrebbero essere profondi. Un dollaro più debole stimolerebbe le esportazioni USA, migliorando il bilancio commerciale e favorendo le imprese a forte esposizione internazionale. Al tempo stesso, una svalutazione controllata potrebbe alimentare pressioni inflazionistiche, mettendo sotto stress i margini delle imprese domestiche e spingendo la Federal Reserve verso politiche monetarie più restrittive. Quindi, aldilà del dollaro digitale, la sola svalutazione del dollaro genererebbe instabilità a catena.

Entrando più nel vivo dell’eventuale "rivoluzione monetaria, uno sguardo di attenzione andrebbe ai Treasury. Nel mercato obbligazionario, il ruolo delle stable coin regolamentate sarebbe cruciale. Essendo ancorate a Treasury americani, queste nuove forme di valuta digitale potrebbero sostenere la domanda di debito sovrano, contribuendo a mantenere bassi i rendimenti. Tuttavia, un’instabilità percepita nel sistema delle stable coin potrebbe avere l’effetto opposto, provocando fughe dai bond e impennate dei tassi. Anche qui, un effetto contraddittorio, e molto incerto.

Sulle borse, l’effetto iniziale potrebbe essere per assurdo anche positivo: maggiore liquidità digitale e un dollaro competitivo creerebbero un contesto favorevole per gli indici azionari, soprattutto nei settori tecnologico. Ma il rischio sistemico non è da sottovalutare: eventuali problemi di fiducia nel sistema delle stable coin potrebbero generare nuove ondate di volatilità sui mercati azionari globali. Se non oggi, potenzialmente in futuro.

Quindi?

In sintesi, la rivoluzione delle stable coin, ammesso che si concretizzi, andrà monitorata con grande attenzione: rappresenterebbe una mossa geopolitica ed economica destinata a lasciare un’impronta evidente sui mercati. Ridefinirebbe i rapporti di forza globali e potrebbe influenzare profondamente l’andamento dei principali mercati finanziari nei prossimi anni.