Arriva l’aeroporto per raggiungere uno dei luoghi più belli e visitati del mondo

Andrea Fabbri

31 Marzo 2026 - 22:58

Un nuovo aeroporto a circa 30 km da uno dei siti archeologici più belli del mondo sta scatenando le proteste di ambientalisti e archeologi

Arriva l’aeroporto per raggiungere uno dei luoghi più belli e visitati del mondo

Pompei, le Piramidi di Giza, Stonehenge, l’Acropoli di Atene. Sono alcuni dei più importanti siti archeologici al mondo. Un gruppo in cui rientra a pieno diritto anche Machu Picchu, la culla della civiltà Inca, nel cuore del Perù.

Per chi non ha mai visitato questo luogo incredibile, sta per aprirsi una nuova opportunità: un aeroporto internazionale distante appena 30 km dal sito, destinato a migliorare i collegamenti e ad attrarre un numero crescente di turisti.

L’apertura dello scalo, prevista per il 2027, ha però scatenato le proteste delle comunità indigene, degli ambientalisti e degli archeologici, preoccupati per l’ecosistema locale e la conservazione delle antichissime costruzioni.

Il nuovo aeroporto di Machu Picchu dovrebbe aprire nel 2027

Il nuovo aeroporto verrà costruito nella Valle Sacra, ad appena 30 km da Machu Picchu e, secondo gli addetti ai lavori, dovrebbe portare a raddoppiare il numero di visitatori della regione.

Una struttura che, oltre a creare posti di lavoro (5.000 nuovi addetti sono già stati impiegati per la costruzione), ha l’obiettivo di diversificare i circuiti turistici e di valorizzare le comunità rurali che fino a oggi sono rimaste isolate dai tradizionali percorsi.

Come si arriva a Machu Picchu ora

Arrivare a Machu Picchu oggi è un’impresa abbastanza difficile. La via più utilizzata è quella che prevede l’arrivo all’aeroporto di Lima, un secondo volo per Cusco e un ulteriore trasferimento in treno o in bus verso Aguas Calientes. Da qui si aprono due strade: un ulteriore viaggio in bus di 25 minuti oppure la scalata a piedi verso il sito archeologico.

L’alternativa più gettonata è quella preferita dagli amanti del trekking che prevede 4 giorni di camminate nel cuore delle Ande e della Foresta Amazzonica.

Le proteste di archeologi e ambientalisti

La comodità garantita dalla costruzione dell’aeroporto, però, potrebbe rivelarsi un boomerang per l’ecosistema locale e per la stessa conservazione del sito archeologico.

È questa la motivazione addotta dalle comunità indigene, dagli esperti di ambiente e dagli archeologici che fin dall’annuncio del progetto hanno denunciato i rischi culturali e ambientali di una costruzione di questo genere.

A causa del notevole sovraffollamento, le autorità locali hanno già introdotto dei limiti di accesso a Machu Picchu e l’aeroporto non farà che aumentare il problema. Senza contare che gli aerei a bassa quota potrebbero danneggiare Ollantaytambo e il suo parco archeologico, altri due luoghi simbolo della civiltà Inca.

Il problema sarebbe anche ambientale. A rischio è anche la Valle Sacra, piena di strade, costruzioni antiche, e canali di irrigazione ancora oggi in uso.

L’altra questione è quella della possibile crisi idrica. Tra i maggiori timori degli oppositori al progetto c’è quello che i lavori prosciughino il già fragile bacino del lago Piuray da cui Cusco prende metà delle sue risorse idriche.

Il tutto senza considerare che le nuove strutture ricettive collegate all’aeroporto potrebbero mettere in difficoltà le attività tradizionali delle comunità locali.

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