Antitrust multa Deghi per €2 milioni. Nel mirino i countdown sugli sconti che non scadevano mai

Giacomo Astaldi

25 Giugno 2026 - 11:24

Il rivenditore online di arredamento avrebbe utilizzato per due anni un dark pattern per spingere i consumatori all’acquisto. Intanto i ricavi di Deghi sfiorano i 230 milioni nel 2025.

Antitrust multa Deghi per €2 milioni. Nel mirino i countdown sugli sconti che non scadevano mai

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto una sanzione da 2 milioni di euro a Deghi, uno dei principali rivenditori italiani di arredamento, arredo bagno e articoli per la casa operante prevalentemente online. Al centro del provvedimento una pratica commerciale scorretta durata quasi due anni, da gennaio 2024 a dicembre 2025 , basata sull’utilizzo sistematico di un contatore alla rovescia associato a promozioni che, alla scadenza, si rinnovavano automaticamente alle stesse condizioni, con un nuovo countdown ripartito da zero. In pratica, gli sconti non scadevano mai. Il timer, presentato come elemento di urgenza, era puramente fittizio.

Cos’è un dark pattern e perché è illegale

L’Antitrust ha inquadrato la condotta di Deghi nell’ambito dei cosiddetti dark pattern, tecniche di design digitale studiate per manipolare le scelte degli utenti. In questo caso specifico lo strumento utilizzato è l’euristica della scarsità tramite il consumatore, convinto che l’offerta stia per scadere, è psicologicamente spinto ad accelerare la decisione d’acquisto per non perdere il presunto vantaggio.

Il meccanismo, spiega l’Autorità, è «particolarmente insidioso» proprio perché agisce su un livello subrazionale e sfrutta dinamiche cognitive ben documentate dalla psicologia comportamentale.

A questo si aggiungono «ambiguità» e «omissioni informative» nelle modalità di indicazione dei prezzi e degli sconti, con l’Antitrust che sottolinea come «l’obbligo di completezza e chiarezza delle informazioni si presenti particolarmente stringente» in un contesto e-commerce, dove il prezzo è spesso l’unico elemento su cui il consumatore basa la propria decisione d’acquisto.

Intanto i conti di Deghi mostrano una forte crescita

La sanzione colpisce un’azienda che negli ultimi anni ha attraversato una fase di espansione significativa. Secondo gli ultimi dati di bilancio disponibili (e consultabili nella scheda di Deghi SpA disponibile su Money Aziende), nel 2025 Deghi ha registrato ricavi operativi pari a 227,8 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto ai 192,6 milioni del 2024, anno in cui il balzo era stato ancora più marcato: +40% rispetto al 2023.

Il totale del valore della produzione si è attestato a 230,3 milioni nel 2025 (232,3 milioni a livello consolidato), da 195,6 milioni nel 2024 e 139,8 milioni nel 2023, con un trend di crescita ininterrotto che porta i ricavi a quasi quadruplicarsi rispetto ai 61,5 milioni del 2021.

Sul fronte della redditività, il margine operativo lordo (EBITDA) si è stabilizzato a 24,5 milioni nel 2025 (+1% sul 2024), dopo il balzo del 66% registrato nell’anno precedente, quando l’EBITDA era passato da 14,6 a 24,2 milioni. Il risultato operativo (EBIT) si attesta a 20 milioni nel 2025, sostanzialmente in linea con i 20,3 milioni del 2024. L’utile netto è pari a 13,7 milioni, stabile rispetto ai 13,6 milioni dell’anno precedente, con un flusso di cassa operativo di 18,2 milioni (+4%).

Ma, nonostante i ricavi siano cresciuti del 18% nel 2025, i costi della produzione sono aumentati del 20%, con il costo del personale in particolare aumento (+29%, da 7,9 a 10,2 milioni), a dimostrare un’espansione della struttura organizzativa che inizia a pesare sui margini.

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