Andrea Pignataro è l’uomo più ricco d’Italia. Chi è e quanto guadagna

Alessandro Cipolla - Ilena D’Errico

20 Febbraio 2026 - 20:08

Andrea Pignataro è l’uomo più ricco del mondo secondo Forbes, superando anche Giovanni Ferrero. Scopriamo a quanto ammonta il patrimonio del finanziere e com’è finita l’indagine per evasione fiscale.

Andrea Pignataro è l’uomo più ricco d’Italia. Chi è e quanto guadagna

Secondo la classifica aggiornata di Forbes è Andrea Pignataro l’uomo più ricco d’Italia. Un nome che i non addetti ai lavori hanno conosciuto solo l’anno passato, quando era al secondo posto sotto Giovanni Ferrero, per lo più a causa dell’indagine per evasione fiscale. In quest’anno molto è cambiato, non soltanto sotto il profilo legale ma anche nel patrimonio del finanziere miliardario.

Con un patrimonio personale da 48,2 miliardi di dollari supera di mezzo miliardo Ferrero, che da più di 4 anni deteneva un primato indiscusso, e si posiziona al 44° posto della classifica mondiale. Di nuovo, l’aggiornamento della rivista specializzata americana - che in questo 2026 ci segnala anche un aumento dei miliardari italiani - solletica l’attenzione pubblica, anche perché Pignataro è estremamente riservato.

Ha costruito quella che è stata definita come la “Bloomberg italiana”, vuol dire che siamo di fronte a una persona fuori dagli schemi tradizionali, con un PhD in matematica a Londra e una biografia in rete molto scarna a causa della sua grande riservatezza.

Pignataro è un ex trader di Salomon Brothers (un passato in parte condiviso di Bloomberg, che pensa di raggiungere nei prossimi anni) che poi ha fondato la Ion Group, un gruppo che con il tempo ha acquistato più di 300 società nel campo dei dati e delle tecnologie finanziarie. Piccola curiosità: tra di queste nessuna è stata quotata in Borsa.

Adesso la Ion è libera dall’inchiesta della Procura di Bologna, che accusava la fintech di Pignataro per una presunta evasione fiscale da 1,2 miliardi, ma è messa sotto pressione dai mercati che temono l’avvento dell’intelligenza artificiale. Andrea Pignataro, però, appare convinto e rassicurante: non bisogna temere che l’IA sostituisca l’uomo, ma l’ingerenza nelle dinamiche interne che molte aziende le consentono.

Ma come ha fatto di colpo a scalare i gradini della classifica delle persone più ricche non solo d’Italia, ma di tutto il mondo? Cerchiamo di scoprire qualcosa in più allora su Andrea Pignataro, dando uno sguardo al patrimonio, ai guadagni e alla biografia di uno dei nuovi Paperoni nostrani.

Chi è Andrea Pignataro: la biografia

Bolognese classe 1970, sappiamo poco altro della biografia di Andrea Pignataro. Così di lui scrive il Corriere della Sera: “Nel suo business non ci sono marchi noti al grande pubblico, non è proprietario di squadre di calcio, non ha partecipazioni rilevanti in grandi aziende quotate, non frequenta salotti pettegoli, non ha nemmeno il nome sul campanello delle sue case a Milano, Sankt Moritz, Londra, New York, La Maddalena, Pisa, Canouan (Caraibi), è cultore della riservatezza e di una vita normale, per sé e per i figli, dove i riflettori dei curiosi non sono contemplati”.

Dopo una laurea in Economia nella sua Bologna e un PhD in matematica conseguito invece a Londra all’Imperial College, nel 1994 ha iniziato a lavorare come trader per la Salomon Brothers.

Dopo solo tre anni passati nella banca d’affari americana ora in pancia a Citigroup, Andrea Pignataro ha deciso di mettersi in proprio fondando Ion Group che negli anni ha acquisito una lunga lista di società, con asset dal valore di 30 miliardi di dollari.

Nel 2025 il suo gruppo ha effettuato un investimento significativo di 1,35 miliardi di euro per acquisire Prelios, importante colosso del risparmio gestito attivo nella gestione di crediti deteriorati, esposizioni unlikely-to-pay e fondi immobiliari, con un portafoglio di valore pari a 40 miliardi di euro.

In precedenza, invece, aveva acquisito una quota del 9,8% in Illimity per 80 milioni di euro, il 2% nel Monte dei Paschi di Siena per 50 milioni e il 9,9% nel Fondo strategico italiano. Nel complesso, tra il 2021 e il 2024 Pignataro ha investito per 5,7 miliardi di dollari in Italia.

Quanto guadagna Andrea Pignataro

Come detto secondo Forbes al momento Andrea Pignataro avrebbe un patrimonio personale pari a 42,8 miliardi di dollari (erano 34,7 miliardi di dollari l’anno scorso), tanto da essere considerato dalla prestigiosa rivista americana come il 44esimo uomo più ricco al mondo.

Pignataro inoltre possiede anche una collezione di ville e hotel di lusso sull’isola di Canouan a St. Vincent e Grenadine, una proprietà di 1.280 acri che gli è costata 300 milioni di dollari. La cassaforte lussemburghese di Bessel Capital ha registrato utili per 151 milioni di euro nell’ultimo anno, registrando una crescita del 146%.

Nel giugno del 2025 ha concluso un accordo da 280 milioni di euro con il Fisco senza ammissione di colpevolezza. La difesa ha di fatto sempre contestato l’accusa di evasione fiscale, spiegando che il fatturato delle società italiane rappresenta una minima parte (circa il 4% del totale). D’altra parte, la stessa Procura di Bologna ha richiesto l’archiviazione dell’inchiesta per evasione, essendo venuto a mancare il «necessario presupposto di una ragionevole previsione di condanna».

Nel frattempo, tuttavia, Ion continua a trascinarsi delle difficoltà che con il crescente peso dell’IA non fanno che apparire più preoccupanti. Ion Group si porta dietro debiti per oltre 10 milioni di dollari che si sono accumulati durante le acquisizioni, con un rapporto di 8 volte tra il debito e il margine operativo. Nonostante ciò, come anticipato, il comunicato ufficiale di Pignataro mette a tacere i timori.

Secondo Andrea Pignataro, cui bisogna riconoscere la lungimiranza nello sviluppo di un’azienda basata sugli algoritmi nel settore fintech, l’intelligenza artificiale non può rimpiazzare l’uomo. Le sue previsioni per il futuro sono rosee, come d’altronde sono sempre state. In una rara intervista concessa nel 2023 al Sole24Ore, parlando del confronto con Bloomberg, aveva infatti dichiarato: «Bloomberg è principalmente una media company. Ion si occupa di automazione e digitalizzazione dell’industria fintech. Dieci anni fa Bloomberg era 30 volte più grande di noi, oggi è scesa a tre volte. Forse nel 2030 saremo alla pari».

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