Wall Street: scricchiola il movimento rialzista dei principali indici Usa

Le quotazioni dell’S&P 500, del Dow Jones e del Nasdaq 100 sono in difficoltà nelle ultime sedute, segnalando una possibile entrata in gioco del fronte ribassista, che potrebbe iniziare un movimento correttivo

Wall Street: scricchiola il movimento rialzista dei principali indici Usa

Ieri i principali indici statunitensi hanno proseguito sulla scia della fiacchezza che ha caratterizzato le ultime sedute.


S&P 500, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Per quanto riguarda il principale listino a stelle e strisce, l’S&P 500, le quotazioni veleggiano da due sedute all’interno del range della candela dello scorso 4 marzo, quando l’avanzata dei compratori è stata frenata dalla linea di tendenza che collega i top del 17 ottobre a quello dell’8 novembre 2018. I venditori potrebbero ora spingere i prezzi verso il re-test della media mobile semplice a 200 giorni, transitante a 2.750,6289 punti, chiudendo in tal modo il gap up lasciato aperto dal 15 febbraio 2019.


Dow Jones, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Dal punto di vista grafico, il Dow Jones ha effettuato la rottura della trendline ascendente che collega i minimi del 27 dicembre 2018 a quelli del 3 gennaio 2019. Le quotazioni non sono riuscite a superare l’ostacolo statico a 26.277,8203 punti. La fase di debolezza potrebbe quindi protrarsi fino al supporto dei 25.000 punti, importante livello psicologico.


Nasdaq 100, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Venendo ora al principale indice tecnologico statunitense, il Nasdaq 100, lo scorso 4 marzo i prezzi hanno dato vita ad un pattern di Hanging man che, se confermato, darebbe modo ai venditori di innescare un movimento correttivo più profondo rispetto a quello degli altri due maggiori listini statunitensi.

Questo perché verrebbero violati diversi supporti piuttosto importanti: in questo caso, l’obiettivo si potrebbe trovare in area 6.720 punti, sul 38,2% del ritracciamento di Fibonacci disegnato con i minimi del 26 dicembre 2018 e i top del 4 marzo 2019. In quest’area transita anche la linea di tendenza che collega i massimi del 17 ottobre a quelli del 7 novembre 2018.

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