Bio-On: dopo i recenti crolli obiettivo a 5 euro?

Dopo i recenti crolli del titolo Bio-On a causa della pubblicazione dei conti del primo semestre del 2019, si aprono ulteriori scenari negativi per le azioni della società in Borsa. Vediamo perché

Bio-On: dopo i recenti crolli obiettivo a 5 euro?

Continua l’incubo per le azioni Bio-On che cedono, al momento della scrittura, il 15%, attestandosi a 10 euro. A spingere le vendite sul titolo sono i conti del primo semestre del 2019, i quali hanno evidenziato ricavi a 917 mila euro (contro i 6,1 milioni di euro registrati nello stesso periodo del 2018), e una perdita netta a 10,1 milioni di euro (nei primi sei mesi del 2018 il dato era parti a 3 milioni).

Oltre a questo, l’azienda ha avviato la redazione del nuovo Piano Industriale per il periodo 2020-2024, prendendo in considerazione l’ipotesi di dare inizio alle procedure per passare dal mercato AIM Italia al MTA segmento STAR.

In un comunicato rilasciato ieri, Bio-On sostiene di avere numerose trattative in corso per la fornitura del prodotto PHA, per licenze di concessione della tecnologia e per joint-venture “che la società confida di poter concludere entro la fine del corrente esercizio”.

Nella stessa nota, l’azienda afferma che tali contrattazioni starebbero subendo forti rallentamenti a causa dell’effetto di mercato avuto dagli attacchi del fondo QCM, risalenti allo scorso luglio.

Le critiche di Quintessential Capital Management

Non è tardato ad arrivare il commento di Quintessential. In una nota diffusa ieri, il fondo statunitense sostiene che nessuno dei punti del precedente Piano Industriale (il quale non sarebbe più consultabile sul sito di Bio-On) sarebbe stato raggiunto.

Per QCM, i dati forniti dalla società in merito alle reali attività dell’azienda sarebbero altamente discutibili. Non solo. Nel report viene dichiarato come i dati siano incompatibili con la produzione di PHA di 2,5 tonnellate al giorno. Il fatturato del primo semestre 2019 corrisponderebbe a una “risibile quantità di prodotto”.

Altri aspetti che QCM evidenzia sono la posizione finanziaria scesa di quasi 20 milioni di euro rispetto al 31/12/2018 e la perdita di 10 milioni di euro che farebbe presumere una perdita sull’anno di 20 milioni di euro.

«Infine, abbiamo notato allarmati l’esigua quantità di cassa rimasta a bilancio e il preoccupante tasso di “cash-burn”. Tutto questo conferma, a nostro avviso, i nostri forti timori circa la liquidità e la solvibilità della Società», si legge nella nota diffusa da Quintessential.

Le dimissioni del Nomad inoltre rifletterebbero una discrasia con l’azienda.
Il fondo newyorkese nutre anche forti dubbi sul passaggio allo STAR, in quanto uno dei requisiti è quello che la società interessata presenti almeno 3 bilanci in utile.

L’analisi tecnica di Bio-On

Per comprendere il quadro tecnico di Bio-On, è bene osservare un grafico settimanale per ridurre molto del rumore di fondo presente sul chart giornaliero.


Bio-On, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Innanzitutto, è evidente come la discesa partita a luglio abbia deteriorato il quadro grafico, in particolare con la rottura della linea di tendenza che unisce i lows di ottobre 2014 a quelli di novembre 2016.

I corsi hanno poi effettuato un tentativo di ripartenza a ridosso della trendline disegnata con i massimi di aprile 2015 e di giugno 2016, per poi mettere a segno un’altra estensione e tornare a ridosso della soglia grafica e psicologica a 10 euro.

Se la discesa dovesse proseguire, non vi sarebbero più livelli di concentrazione di domanda in grado di fermare le quotazioni dal tornare a 5 euro, corrispondente al prezzo di collocamento della società in Borsa.

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Strategie operative su Bio-On


Elaborazione Ufficio Studi di Money.it

In una situazione del genere, in cui si parla di un titolo che ha perso oltre l’80% del suo valore in poco più di 3 mesi, sembra ragionevole seguire la tendenza ribassista.

A tal proposito, si potrebbero valutare strategie di matrice short in caso di riassorbimenti verso i 13,50 euro, con stop loss identificabile a 21 euro e obiettivo principale a 5 euro. Il target più ambizioso sarebbe invece localizzato a 4,50 euro.

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