Analisi azioni Stellantis: perché sono un’opportunità nel lungo periodo?

R. F.

12/04/2023

Azioni Stellantis: un’analisi fondamentale e tecnica per definire se, e come, il titolo costituisca un’opportunità di investimento a lungo termine.

Analisi azioni Stellantis: perché sono un’opportunità nel lungo periodo?

Le azioni Stellantis sono un’opportunità nel lungo periodo?

Il settore auto è in grande fermento in questi ultimi anni. La migrazione verso i veicoli elettrici ed ibridi impone ingenti investimenti per rimanere competitivi sul mercato e mantenere le quote di mercato nel medio lungo termine. Importante è sostenere questi investimenti senza indebitarsi troppo: è per questo che oggi parliamo di Stellantis.

Azioni Stellantis: l’analisi fondamentale

Poiché i prossimi dati saranno disponibili a fine luglio 2023 e riguarderanno il 1° semestre 2023 (Stellantis pubblica solo la semestrale e non la trimestrale) ci basiamo sui dati relativi al 31 dicembre 2022. Stellantis ha riportato gli utili dell’intero esercizio 2022 e la guidance per il 2023 in linea con le aspettative, superando i rendimenti medi del settore auto e confermando il suo status di azienda benchmark in questo comparto.

Ciò consente di distribuire 4,2 miliardi di euro agli azionisti sotto forma di dividendo e di effettuare un riacquisto di azioni per 1,5 miliardi di euro nel corso del 2023, al fine di rispettare il piano di riacquisto di azioni proprie del 5% entro il 2025.

Stellantis ha registrato un margine operativo (differenza tra ricavi e costi sul fatturato totale) più basso nel primo semestre del 2022, pari al 10,5% a causa di un aumento dei prezzi delle materie prime e di problemi logistici di rifornimento della componentistica elettronica, che hanno limitato lo sviluppo dei volumi di produzione, nonostante il miglioramento della catena di approvvigionamento.

Per l’intero anno 2022, Stellantis ha registrato un margine EBIT(*) del 13,0% e lo raggiunge su un fatturato in crescita del 18% sul 2021. Molto bene. La forte performance dell’EBIT è evidente: è aumentata del 29% rispetto all’anno precedente, soprattutto grazie al miglioramento dei prezzi di vendita, mentre i volumi sono diminuiti solo del 2%.

I rialzi dei prezzi di vendita hanno più che compensato i 9,2 miliardi di euro di costi negativi, di cui 6,3 miliardi di euro di materie prime. Si noti che l’aumento della produzione nel secondo semestre del 2022 ha contribuito a coprire i costi fissi e a incrementare il margine operativo di 3,4 miliardi di euro rispetto al 1° semestre 2022, in particolare in Nord America e in Europa. Il Nord America e l’Europa rimangono i principali motori degli utili del gruppo con un margine operativo di queste 2 aree – rispettivamente - del 16,4% (in aumento di 10 punti percentuali rispetto all’anno precedente) e del 9,9% (in aumento di 80 punti percentuali rispetto all’anno precedente).

Il gruppo ha generato un FCF (**) di 10,8 miliardi di euro per l’intero anno, e più precisamente di 5,5 miliardi di euro nel secondo semestre 2022, leggermente superiore al livello di 5,3 mld generato nel primo semestre 2022 e che ha portato a una posizione di cassa netta dell’ intero gruppo di 25,7 miliardi di euro(***), in aumento rispetto ai 19,1 miliardi di euro dell’anno precedente. Il livello degli investimenti, tuttavia, è stato basso, pari al 6,6% del fatturato (la tempistica degli investimenti dovrebbe però accelerare nel 2023 e portarsi nuovamente all’8,0% quest’anno).

La forte performance operativa e la generazione di cassa sono i punti di forza di Stellantis e consentono di distribuire un dividendo per azione di 1,25 euro nell’anno in corso (pay-out ratio del 25% non è molto alta, ma in linea con quelle del settore auto) per un totale di monte dividendi 4,2 miliardi di euro. Il management sta inoltre lanciando un riacquisto di azioni per 1,5 miliardi di euro che sarà attuato sul mercato nel 2023.

(*) = L’EBIT margin si ottiene dal rapporto tra l’EBIT di un’azienda e il relativo fatturato. In pratica è la redditività delle vendite. In questo calcolo, tuttavia, l’utile di esercizio (o la perdita) viene diviso per il fatturato, includendo anche imposte e interessi.
(**) = FCF è il free cash flow, la parte di flussi di cassa da attività operative che residua (da cui il termine «free») dopo aver provveduto alle necessità di reinvestimento dell’azienda in nuovo capitale fisso.
(***) = Posizione di cassa netta è data dalla cassa al netto delle passività correnti, ed è uno degli indici di forza finanziaria di un’azienda.

Durante la conferenza stampa di febbraio Carlos Tavares, l’amministratore delegato di Stellantis, è apparso decisamente fiducioso per il primo semestre 2023 (che verrà reso noto a metà luglio 2023) sia in termini di profittabilità (cioè EPS, utile per azioni) che in termini di fatturato, grazie al forte portafoglio ordini e all’elevato livello di scorte presso i concessionari (oltre 1 milione di veicoli alla fine di gennaio 2023) che non dovrebbe porre problemi dal lato delle consegne, soprattutto dopo che saranno risolti i problemi logistici del trasporto veicoli dalla fabbrica ai concessionari.

Analisi azioni Stellantis: le stime per il semestre

Parliamo ora delle stime per il semestre in corso. Le stime degli analisti sui futuri risultati al 30 giugno 2023 sono per un utile netto di 7,3 mld di euro con un EPS pari a 2,27 euro - un 1° semestre 2023 che ricalca grosso modo i dati del 1° semestre 2022. Tuttavia, i ricavi sono previsti a 93,7 mld di euro al 30.6.2023 contro gli 88 mld di euro del 30.6.2022. Purtroppo l’aumento del fatturato non produce incrementi dell’EPS, come visto sopra, a causa dell’aumento dei costi delle materie prime e degli investimenti.

Ma stiamo parlando di un’azienda che ha un debito assolutamente sopportabile: il rapporto debito totale/EBITDA = 1,1X dà l’idea di un indebitamento “solo” leggermente superiore all’intero margine operativo lordo e anche analizzando l’interest coverage, ovvero il rapporto finanziario EBITDA/TOTAL INTEREST PAID (cioè quante volte il margine operativo lordo è multiplo degli interessi sul debito), giungiamo ad un eccellente 20,6X.

Il rialzo dei tassi del 1° semestre 2023, anche se si prolungasse per i prossimi 12 mesi, non nuocerebbe assolutamente ad una azienda come Stellantis.

Al prezzo di 16,80 euro di oggi, 12 aprile, Stellantis non è affatto cara rispetto ai suoi competitors: esprime infatti un P/E pari all’incirca al 3,1X contro un 5,25X di Volkswagen e Renault e un 3,80X di BMW. E con un ROE (return on equity) assolutamente rispettabile e all’incirca attorno al 25%.

Analisi tecnica azioni Stellantis

Dal punto di vista grafico, osserviamo il grafico Bloomberg sottostante e noteremo che il trend è ancora decisamente rialzista, con linea del trend superiore a tutte e tre le medie mobili di breve (50 gg), di medio (100 gg) e di lungo termine (200 gg). Una prosecuzione del rialzo (tecnicamente possibile in presenza di un RSI, indice di forza relativa, attorno a 56, non ancora eccessivamente «surriscaldato») troverebbe però un muro nel secondo massimo relativo di 17,8 euro (lo stesso livello del 6 marzo 2023), e a quel punto un alleggerimento tattico non sarebbe da escludere per i possessori del titolo.

Costituirebbe invece una grande occasione di acquisto, in un trend al ribasso, se lo storno dovesse far toccare alla Stellantis la media mobile di medio periodo a 100 gg posta a 15,10 euro.

Grafico azioni Stellantis 1A Grafico azioni Stellantis 1A Dall’aprile 2022 all’aprile 2023, con medie mobili a 200gg (linea gialla), a 100gg (linea verde) e a 50gg (linea viola). In basso anche l'oscillatore RSI. Fonte: Bloomberg database

DISCLAIMER: le notizie contenute nel presente articolo si ritengono veritiere e aggiornate alla data del 12 aprile 2023. Le considerazioni contenute nel presente articolo sono solo mie e non coinvolgono la responsabilità di Money.it e, allo stesso tempo, non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio. L’investimento in azioni è un investimento a rischio e può comportare anche la perdita del 100% del capitale investito.