Nuove indagini fiscali per Amazon, la società di Jeff Bezos è indagata per stabile organizzazione occulta. Ecco di cosa si tratta e cosa si rischia.
Nuova inchiesta su Amazon Italia, l’accusa è di avere creato una stabile organizzazione occulta con redditi prodotti in Italia e non tassati, si ipotizza un’evasione fiscale di oltre un miliardo di euro, ma ecco cosa sta succedendo, cos’è la stabile organizzazione occulta e cosa si rischia se si commette questo reato?
L’inchiesta è seguita dalla Procura di Milano, si tratta di un filone scaturito dalle dichiarazioni di un dirigente nell’ambito dell’altro processo che vede coinvolta Amazon. Il primo processo ha ad oggetto l’Iva non versata in Italia dal 2019 al 2024. Questo procedimento è in via di definizione, ma ora emergono nuovi problemi fiscali per Amazon e derivano dall’ipotesi di una organizzazione occulta che gestisce un business marketplace.
Ecco perché Amazon è nuovamente sotto inchiesta per reati tributari, cos’è la stabile organizzazione occulta e cosa si rischia.
Il caso: perquisizioni nelle abitazioni per provare la stabile organizzazione occulta
Nelle scorse ore la Guardia di Finanza ha perquisito le abitazioni di dirigenti Amazon, in base alla ricostruzione dei fatti, i manager della Amazon avrebbero contattato grandi venditori per indurli ad adottare la piattaforma Amazon per la loro rete commerciale. La posizione fiscale di questo gruppo è stata regolarizzata, ma solo dal 31 luglio 2024, quindi ha operato occultamente prima di tale periodo e di conseguenza per tale arco temporale si ipotizza un’evasione fiscale per il versamento delle imposte dirette per 5 anni.
L’inchiesta ha visto coinvolta la Guardia di Finanza che nelle scorse ore, in base a quanto si apprende da Reuters, ha sottoposto a perquisizione le abitazioni di 7 dirigenti di Amazon e la sede di Kpmg (società di consulenza) che però non sarebbe coinvolta nell’indagine. La Gdf avrebbe sequestrato, tra gli altri, computer e dispositivi informatici appartenenti ai dirigenti, inclusi gli hard-disk in cui vengono archiviate le mail dei dipendenti.
Amazon ha rilanciato a questa inchiesta sottolineando che è “sorprendente e profondamente preoccupante che, mentre siamo attivamente impegnati in questo dialogo trasparente con le autorità fiscali italiane per ottenere chiarezza su questioni tecniche complesse, la nostra azienda e i nostri dipendenti continuino a essere oggetto di azioni aggressive e del tutto sproporzionate da parte della Procura”. Sottolinea ancora che “ contesti normativi imprevedibili, sanzioni sproporzionate e procedimenti legali prolungati incidono sull’attrattività dell’Italia come destinazione di investimento”.
Stabile organizzazione occulta, cos’è
Questo il quadro, ma cos’è la stabile organizzazione occulta e quali sono le conseguenze di tale reato?
La normativa fiscale italiana prevede che per i redditi prodotti in Italia debbano essere versate in Italia le imposte. Pagano le tasse in Italia i residenti in Italia e coloro che in Italia hanno una stabile organizzazione.
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Già nei mesi scorsi ci siamo occupati del caso Netflix in cui l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che la presenza in Italia di software costituisse stabile organizzazione e di conseguenza ha applicato l’imposizione fiscale. Nel caso Amazon si ipotizza un vero piano per evadere con organizzazione di personale.
In base alla Circolare 1 del 2018 della Guardia di Finanza, si ha stabile organizzazione occulta in Italia quando un’impresa estera ha in Italia un’operatività occultata o sottodimensionata. Si ha, inoltre, stabile organizzazione occulta quando un’impresa italiana ha all’estero una stabile organizzazione senza che questa risulti alle autorità fiscali italiane. Nel caso di Amazon siamo nella prima ipotesi.
La stabile organizzazione occulta può essere materiale o personale. Si ha stabile organizzazione occulta materiale quando la sede fissa d’affari in Italia dell’impresa estera abbia un apprezzabile grado di stabilità, permanenza e adeguatezza strutturale.
Si ha stabile organizzazione personale quando in Italia sia presente almeno un agente dipendente. Per agente dipendente deve ritenersi anche il soggetto che, pur essendo formalmente indipendente dall’impresa estera, in Italia svolga un ruolo principale nella conclusione dei contratti nell’interesse di quest’ultima.
La Corte di Cassazione nell’Ordinanza n. 21693 dell’8 ottobre 2020 ha precisato che “Laddove si accerti che una sede fissa di affari svolge contemporaneamente attività preparatorie e ausiliarie e attività che possono configurare l’esistenza di una stabile organizzazione, la sede fissa deve essere considerata quale stabile organizzazione per l’intero”, quindi anche lo svolgimento di mere attività preparatorie può configurare la stabile organizzazione. In questo caso è essenziale che l’attività sia capace di generare reddito.
Come si individua la stabile organizzazione occulta
La Guardia di Finanza per accertare la presenza di una stabile organizzazione occulta ha una serie di paletti o indizi da considerare. Ad esempio:
- coinvolgimento di una società italiana nel gruppo nella stipulazione di contratti da parte dell’impresa straniera o la relativa partecipazione a trattative per la loro sottoscrizione, in assenza del conferimento di poteri di rappresentanza;
- la sottoposizione del personale dipendente di una società italiana alle direttive di un’impresa estera;
- l’operatività in Italia del soggetto estero con proprio personale dipendente, ma utilizzando locali di un’impresa italiana;
- documenti, timbri e carte intestate sulla base dei quali risulti che la società italiana concluda sostanzialmente i contratti nei quali l’impresa estera compare solo formalmente.
Cosa si rischia in caso si stabile organizzazione occulta? Ecco in quali casi c’è la reclusione
Al verificarsi di tali circostanze può esservi un recupero delle imposte evase in Italia (comprensivi di sanzioni e interessi) con la contestazione della omessa presentazione della dichiarazione per le imposte. In questi casi i termini di prescrizione previsti sono più lunghi rispetto ai consueti 5 anni, si tratta infatti di 7 anni.
Per l’omessa presentazione della dichiarazione si applica art. 5 del D.Lgs. n. 74/2000. In questo caso al superamento della soglia prevista nel comma 1 dell’articolo si può essere anche sottoposti a reclusione. Recita il comma 1 “È punito con la reclusione da due a cinque anni chiunque al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte ad euro cinquantamila.”
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