Altro che freddo. Ecco il peggiore nemico della batteria dell’auto elettrica

Andrea Fabbri

25 Marzo 2026 - 21:23

Studi scientifici hanno dimostrato che non è soltanto il freddo a rovinare le batterie delle auto elettriche. Ecco un nemico ancora più pericoloso

Altro che freddo. Ecco il peggiore nemico della batteria dell’auto elettrica

La maggior parte degli automobilisti è convinta che il freddo sia il pericolo più grande per la vita delle batterie. Sia di quelle “tradizionali” che di quelle più moderne delle auto elettriche.

Una recente ricerca, però, mette in discussione questa credenza popolare. Secondo uno studio di What Car? A mettere in crisi le batterie delle elettriche non è il freddo, bensì il caldo. Gli esperti hanno infatti scoperto che i veicoli a batteria perdono circa il 44% dell’autonomia dichiarata se devono “lavorare” a temperature comprese tra i 32 e i 44 °C. E dal momento che le previsioni parlano di un aumento delle temperature medie in Europa di 1,5 gradi nei prossimi anni, il rischio non è di quelli che è possibile sottovalutare.

Gli effetti del calore sulle auto elettriche

Le batterie agli ioni di litio, quelle attualmente presenti sulla maggioranza delle auto elettriche che viaggiano in Europa, lavorano al meglio con temperature comprese tra 20 e 25 gradi.

Oltre i 25 gradi aumenta esponenzialmente il pericolo di surriscaldamento e la soglia è facilissima da superare, se pensiamo che le temperature estive degli ultimi anni sono spesso superiori ai 30 gradi e che durante la guida la batteria arriva tranquillamente a 45 °C.

Il risultato è un veloce deterioramento accompagnato a una diminuzione delle prestazioni nella ricarica. La conferma è arrivata sia dallo studio realizzato da What Car? che dagli stessi produttori che hanno sottolineato più volte come il caldo sia il peggiore nemico delle batterie delle loro auto elettriche.

Un nuovo freno alla mobilità elettrica

Tutta la comunità scientifica è concorde sul fatto che la transizione ecologica non può prescindere dai veicoli elettrici e dal progressivo abbandono dei motori termici. Sia a livello di mobilità individuale che di trasporto delle merci.

La sensibilità termica delle batterie, però, rischia di frenare un passaggio che già oggi è reso problematico dalle carenze infrastrutturali di molti Paesi e dalle reticenze culturali a dire addio a benzina e diesel.

Il riscaldamento globale, quindi, potrebbe convincere sempre più persone a posticipare il passaggio ai veicoli elettrici.

Il classico cane che si morde la coda: da un lato le temperature alte influenzano la vita delle batterie. Dall’altro i veicoli con motori termici sono tra i principali responsabili di un surriscaldamento che dovrebbe peggiorare ulteriormente nei prossimi 5 anni.

Gli sviluppatori di batterie sono al lavoro per risolvere il problema

Per fortuna i produttori di batterie, ben consapevoli del problema, sono già da anni al lavoro per migliorarne l’efficienza e la resistenza agli eventi atmosferici.

Una recente ricerca statunitense ha confermato che i progressi degli ultimi anni saranno sufficienti per contrastare la crescita delle temperature nel prossimo futuro.

Mettendo a confronto le batterie delle auto elettriche prodotte tra il 2010 e il 2018 e quelle realizzate tra il 2019 e il 2023, i ricercatori dell’Università del Michigan hanno scoperto che quelle di moderna concezione si degradano il 30% in meno di quelle più vecchie e che la diminuzione media della durata causata dalle alte temperature è pari al 3%.

In attesa dell’arrivo in pianta stabile delle batterie allo stato solido-liquido che dovrebbero mantenere l’efficienza a temperature estreme, è già un enorme passo in avanti per la tutela ambientale.

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