Non esiste la bolla dell’intelligenza artificiale: ce ne sono più di una, con tempistiche e vittime diverse. E la prima è pronta a scoppiare.
Il 2025 verrà ricordato come l’anno in cui tutti hanno corso nella stessa direzione. L’intelligenza artificiale è diventata la parola d’ordine di bilanci, conference call e presentazioni agli investitori, mentre Nvidia ha spinto la sua capitalizzazione verso quota 4,5 trilioni di dollari, entrando nel club ristretto delle aziende “più preziose di sempre”.
Un rally alimentato anche dal contesto macro. Dopo due anni di rialzi, il ciclo dei tagli dei tassi ha rimesso ossigeno ai multipli e l’economia americana ha continuato a sorprendere in positivo, rafforzando l’idea che questa volta la crescita possa andare avanti senza intoppi.
Ed è proprio quando tutto sembra allineato che torna la domanda più scomoda. Siamo in una bolla dell’intelligenza artificiale? Per Michael Burry, l’uomo che aveva visto arrivare il disastro dei subprime, è la domanda sbagliata. Il problema non è se c’è una bolla. Il problema è quante ce ne sono. E soprattutto quale potrebbe scoppiare per prima. [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA