Oltre 200 colpi di artiglieria sparati dalla Corea del Nord nei pressi della linea di confine marittimo con la Corea del Sud. La risposta di Seoul con un’esercitazione d’artiglieria con obici semoventi K9 e cannoni nella stessa area, vicina alle isole sudcoreane di Baengnyeong e di Yeonpyeong subito evacuate dal Sud. In mezzo, l’intervento diplomatico della Cina a chiedere calma e moderazione ad entrambi i fronti.
Dopo settimane di escalation verbali, minacce e avvertimenti, nella penisola coreana la tensione è esplosa in maniera inaspettata, con un episodio particolarmente rilevante che ha coinvolto le due Coree ancora tecnicamente in guerra tra loro. Tutto è partito quando Pyongyang ha sparato oltre 200 colpi di artiglieria vicino alle suddette isole di Baengnyeong e di Yeonpyeong a nord della linea di confine marittimo nel Mar Giallo contesa tra i due Paesi. Il governo sudcoreano ha fatto sapere che non c’è stato alcun ferito tra civili e militari, ma ha anche definito l’operazione come “un atto provocatorio che minaccia la pace e aumenta la tensione nella penisola coreana”.
La replica della Corea del Sud non si è fatta attendere, e si è materializzata a partire dalle 15 ora locale, le 7 in Italia, circa 6 ore dopo che il Nord aveva iniziato a sparare i suoi colpi d’artiglieria. “Le nostre forze armate hanno condotto esercitazioni di tiro con l’artiglieria sull’isola di Yeonpyeong e sull’isola di Baengnyeong in risposta al fuoco marittimo della Corea del Nord vicino alla Northern Limit Line (NLL) nel Mare Occidentale (Mar Giallo ndr.) dalle 15 di oggi”, ha scritto il giornale sudcoreano Chosun Ilbo, secondo cui le forze armate sudcoreane “hanno risposto con la massima durezza, inviando il doppio dei proiettili”. Dopo i colpi di artiglieria sparati dai nordcoreani, come detto, Seoul ha evacuato gli abitanti delle due isole e avviato una esercitazione militare a Yeonpyeong.
Alta tensione tra Corea del Nord e Corea del Sud
Quello appena descritto è uno degli episodi più gravi dallo scontro del 2010, quando la Corea del nord aveva bombardato l’isola di Yeonpyeong. In ogni caso, i colpi d’artiglieria lanciati dalla Corea del Nord vicino al confine marittimo con la Corea del Sud costituiscono una violazione del fragile accordo militare del 2018, che prevede che le due Coree interrompano le esercitazioni con spari reali e la sorveglianza aerea nelle zone di interdizione al volo e nelle zone cuscinetto stabilite lungo il confine.
L’intesa rischia di crollare dopo i litigi fra le due Coree a seguito del primo lancio di un satellite spia militare da parte di Pyongyang, avvenuto con successo a novembre. Non è da escludere che la Corea del Nord probabilmente intensificherà una serie di test sulle armi nei prossimi mesi, aumentando le tensioni nella penisola coreana in vista delle elezioni parlamentari sudcoreane in programma per aprile e delle elezioni presidenziali Usa di novembre.
In un simile scenario, la Cina ha invitato “tutte le parti” alla “moderazione”. “Nella situazione attuale, speriamo che tutte le parti interessate mantengano la calma e la moderazione, si astengano dall’intraprendere azioni che aggravino le tensioni, evitino un’ulteriore escalation della situazione e creino le condizioni per la ripresa di un dialogo significativo”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin. “In quanto vicino della penisola coreana, la Cina ha sempre sostenuto il mantenimento della pace e della stabilità e la risoluzione dei problemi della penisola attraverso il dialogo e la consultazione”, ha aggiunto il diplomatico.
Gli stretti legami della Cina con la Corea del Nord sono stati confermati a Capodanno, quando il presidente Xi Jinping ha parlato al telefono con il suo omologo Kim Jong Un. I due leader hanno dichiarato il 2024 «Anno dell’amicizia tra Cina e Corea del Nord».
Rischi e preoccupazioni
Le scintille tra le due Coree fanno senza ombra di dubbio parte della cosiddetta Terza Guerra Mondiale a pezzi. Lo scenario coreano è attualmente uno dei più caldi e potrebbe generare un incendio coinvolgendo altri attori. Molto dipenderà da quanto vorranno rischiare i due principali protagonisti della contesa.
Kim Jong Un ha ben poco da perdere. O meglio: intende aumentare la posta in gioco, con test missilistici e provocazioni, probabilmente nella speranza di strappare concessioni e accordi dagli Usa. La sua strategia è rischiosa, perché un semplice errore di calcolo potrebbe scongelare la Guerra di Corea, terminata nel 1953 con un armistizio ma mai con un trattato di pace.
Il rebus è ben più complesso per la Corea del Sud, culla di un’economia globalizzata, di importanti aziende internazionali (i cosiddetti chaebol: da Lg a Samsung, da Hyundai a Lotte) nonché di una fiorente industria culturale che è riuscita a penetrare in ogni angolo del globo grazie ad un soft power a dir poco attraente. La differenza economica tra le due Coree è abissale: il pil nominale della Corea del Sud per il 2023 è stato pari a 1.7 trilioni di dollari mentre quello della Corea del Nord di 48.3 bilioni. In caso di guerra, insomma, Seoul avrebbe molto più da perdere rispetto a Pyongyang. Ecco perché il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol dovrà mostrare non poca cautela.