Allarme bond in Europa. Rende il 172% ma può mandarti in rovina

Claudia Cervi

22 Maggio 2025 - 07:51

Questo bond promette rendimenti record, ma nasconde un rischio di default altissimo (che può contagiare l’intero mercato). Ecco perché è meglio evitarlo.

Allarme bond in Europa. Rende il 172% ma può mandarti in rovina

Rende il 172%, ma potrebbe essere una trappola. In Europa crescono i rendimenti dei corporate bond, ma dietro ai numeri da capogiro si nasconde un rischio sempre più concreto: il default, per titoli più speculativi. Dopo un biennio turbolento, il tasso di insolvenza ha iniziato a scendere nel quarto trimestre del 2024. Tuttavia, resta ancora storicamente elevato, ben al di sopra della media di lungo periodo. A pesare sono soprattutto i cambi in sofferenza e le ristrutturazioni del debito, che hanno rappresentato la fetta più ampia dei default registrati negli ultimi due anni.

Il contesto è fragile: gli emittenti con rating “CCC” faticano ad accedere al mercato primario, mentre le scadenze si accumulano. Il rischio è quello di un’escalation di ristrutturazioni aggressive o insolvenze vere e proprie. S&P Global ipotizza diversi scenari per il 2025. In quello base il tasso di default è del 4,5%, ma nella peggiore delle ipotesi potrebbe toccare il 6,25%, nonostante l’economia europea sia attesa in lieve ripresa. Ma le incertezze geopolitiche, i dazi Usa e le fragilità strutturali di molte aziende mantengono alta la tensione. Un esempio su tutti è quello di un’azienda attiva nel mercato delle telecomunicazioni. Declassata da S&P a “CCC+” offre un rendimento monstre, dietro al quale si nascondono fragilità sistemiche pronte a esplodere.

Previsione tasso default corporate bond speculativi in Europa Previsione tasso default corporate bond speculativi in Europa Fonte elaborazione Money.it, S&P Global

Attenzione a questo settore in Europa

Le aziende europee delle telecomunicazioni arrancano. Mentre il mondo corre verso il 6G, l’intelligenza artificiale e l’edge computing, in Europa i colossi del settore tagliano posti di lavoro – come Vodafone in Germania (-2.000) e Nokia in Finlandia (-14.000) – e faticano a investire. I motivi sono noti: mancanza di risorse, ricavi stagnanti, debiti ingombranti. Nonostante sia un’infrastruttura strategica, il settore TLC è oggi in cima alla classifica dei corporate bond speculativi, con oltre 16 miliardi di euro in scadenza nel 2025: più del doppio rispetto a qualsiasi altro comparto. Tra questi, cinque emittenti hanno ciascuno più di 2 miliardi da rifinanziare con rating “CCC” o peggiore. In questo contesto precario, Altice emerge come simbolo di un equilibrio instabile, con rendimenti altissimi, ma fondamentali fragili e un rating considerato spazzatura.

Perché evitare il bond di Altice, anche se rende il 172%

Sulla carta, il bond Altice Finco 4,75% con scadenza 2028 è un affare da non perdere: si può comprare sotto la pari, a 33,80 euro, e promette un rendimento netto del 172% se mantenuto fino a scadenza.

In pratica, un investimento di 10.000 euro, a scadenza si trasformerebbe in 27.202 euro, con un guadagno di 17.202 euro, al netto dell’aliquota fiscale del 26%.

Ma il condizionale è d’obbligo. Secondo i dati sui credit default swap, il mercato assegna ad Altice una probabilità di default del 61%: più di una possibilità su due che il titolo non venga mai rimborsato.

La società madre, Altice France, ha accumulato 24 miliardi di euro di debiti. Il 2024 è stato un anno nero: calo dei ricavi, perdita di clienti in Israele e Repubblica Dominicana, cessione di asset strategici come Teads e Geodesia. La leva finanziaria resta troppo elevata, il flusso di cassa operativo è negativo e la visibilità sul rimborso dei prestiti è scarsa.

Con oltre 600 milioni di euro in scadenza solo nel 2025, Altice è impegnata in una difficile trattativa di ristrutturazione. E, come avverte JPMorgan, le sorti dell’intero mercato europeo degli high yield dipendono in parte anche dall’esito di questa partita. Dunque, il rischio per gli investitori è estremamente alto.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.