Allarme Alitalia: basta indugi o non ne resterà nulla

Che fine farà Alitalia? L’allarme arriva da Lufthansa: se si continuerà ad indugiare della ex compagnia di bandiera non rimarrà più nulla

Allarme Alitalia: basta indugi o non ne resterà nulla

Il nuovo allarme su Alitalia arriva proprio da una delle società interessate alla ex compagnia di bandiera, Lufthansa.

A parlare è stato uno dei membri del Cda della tedesca, Harry Hohemeister, che in un’intervista all’Handelsblatt ha parlato di come gli indugi e le continue discussioni senza esito distruggeranno l’ex fiore all’occhiello nazionale: di Alitalia, per usare le stesse parole del consigliere di Lufthansa, non rimarrà nulla.

I 900 milioni di euro del prestito ponte si stanno prosciugando e la somma dovrà essere restituita da Alitalia entro giugno. Data l’incertezza dilagante, invece, FS ha già chiesto di poter presentare il piano industriale a fine marzo. Un allungamento dei tempi che ha nuovamente messo in allarme il mercato.

Tra l’altro, dall’affare Alitalia si sarebbe defilata anche Air France in virtù dei nuovi contrasti tra Roma e Parigi. “Motivi politico-istituzionali” che, stando a quanto emerso, avrebbero imposto alla società transalpina di abbandonare la nave. La mossa, ove confermata, complicherebbe un quadro già poco chiaro. Al momento, però, nulla di ufficiale è stato ancora comunicato in merito alle intenzioni dei francesi.

Alitalia: il piano di Lufthansa e quei 3.000 esuberi

Nulla di ufficiale è mai emerso sul piano dei tedeschi nei confronti di Alitalia. Oggi, però, a far luce sulla vicenda è stato il citato Hohemeister, che ha parlato di circa 3.000 esuberi, una cifra nettamente inferiore rispetto ai 5.500-6.000 inizialmente stimati.

“Finora non ho ancora sentito dire che quello che offre Lufthansa sia così problematico da non potersi accettare. Noi riteniamo al momento che sarebbero colpiti circa 3.000 posti di lavoro. E da quello che leggo sui media anche altri interessati parlano di questo ordine di grandezza”

La ex compagnia di bandiera nostrana, ha continuato il membro del Cda di Lufthansa, avrebbe di che festeggiare entrando nella tedesca: essa beneficerebbe di una realtà consolidata e di successo, con una forte esperienza nei settore delle integrazioni e un piano sostenibile. Alitalia, per dirla con le stesse parole dell’uomo, tornerebbe finalmente godere di una prospettiva.

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