C’è un titolo che ha catalizzato l’attenzione di investitori e media negli Stati Uniti. Da un lato celebrato come una delle stelle nascenti dell’intelligenza artificiale applicata alla difesa; dall’altro, visto da alcuni come sopravvalutato e vulnerabile. Stiamo parlando di Palantir Technologies (PLTR).
Negli ultimi mesi è stato tra i titoli più comprati, simbolo delle due massime tendenze del 2024-25: AI e militare. Eppure lo short interest si fa sentire. Non a caso, il recente crollo di quasi il 10% registrato il 19 agosto ha acceso i riflettori: gli short seller stanno iniziando a guadagnare, e c’è chi sostiene che non sia che l’inizio.
La domanda è inevitabile: hanno ragione loro?
Palantir: un business unico, ma carissimo
Palantir è una software company specializzata nell’analisi dati su larga scala. Le sue piattaforme principali, Gotham e Foundry, permettono di integrare e interpretare quantità enormi di informazioni, traducendole in insight operativi. I clienti sono governi, agenzie di intelligence, eserciti e grandi corporate.
La sua forza sta nel posizionamento strategico: è contemporaneamente un fornitore chiave per il Dipartimento della Difesa USA e un player emergente nell’AI commerciale. Una combinazione che ha acceso la fantasia degli investitori, proiettando Palantir come una delle società più promettenti nel connubio fra tecnologia e sicurezza nazionale.
Il problema è che tutto questo entusiasmo ha spinto le valutazioni a livelli estremi. Oggi il titolo quota con un Forward P/E di circa 240x: un multiplo che presuppone una crescita perfetta e costante. In altre parole, nessun margine di errore.
Lo short interest: piccoli numeri, grandi guadagni
Lo short interest su Palantir si attesta al 2,41%. Una percentuale che potrebbe sembrare contenuta, ma che su una capitalizzazione di circa 73 miliardi di dollari significa miliardi di profitti potenziali per gli short seller a ogni correzione.
Il calo del 19 agosto è stato un campanello d’allarme: in una sola seduta, gli short hanno registrato guadagni ingenti. Ed è proprio la sproporzione tra valutazioni elevate e contesto macro sempre più fragile a rendere la posizione short così attraente.
Nessun margin of safety
Il concetto di “margin of safety” è centrale nel value investing: acquistare a un prezzo che consenta di assorbire errori o shock. Palantir, oggi, non lo offre.
- Multipli insostenibili in caso di peggioramento macro.
- Rischi geopolitici, dalla guerra in Ucraina alle tensioni globali, che possono impattare i contratti governativi.
- Già a marzo 2025 il titolo ha sottoperformato durante un deterioramento dell’ambiente economico.
Se il mercato dovesse entrare in fase di repricing generalizzato, complici inflazione, tariffe e incertezza politica, Palantir rischia di essere uno dei titoli più colpiti, proprio per la mancanza di protezione nei suoi multipli.
Gli short seller hanno capito la fragilità
Gli short seller non scommettono contro il business in sé. Palantir resta un’azienda con un ruolo cruciale e un futuro potenzialmente brillante. Scommettono piuttosto contro le valutazioni attuali, giudicate irrealistiche.
Ed è qui che la loro posizione appare logica: se basta un inciampo macro per far deragliare un titolo così tirato, chi è corto può guadagnare miliardi.