AIAF presenta il portafoglio ottimizzato per il secondo trimestre 2019

Per il secondo trimestre del 2019, l’asset allocation ottimizzata vede migliorare l’outlook sul mercato equity dei Paesi emergenti. Alzato il giudizio sui corporate bond statunitensi, mentre è peggiorato quello sui Bund tedeschi

AIAF presenta il portafoglio ottimizzato per il secondo trimestre 2019

Il gruppo di lavoro del panel strategist dell’Associazione Italiana Analisti Finanziari ha presentato il portafoglio ottimizzato del secondo trimestre 2019. Il portafoglio è stato elaborato dal gruppo di analisti guidato da Giacomo Fedi e che vede al suo interno associati provenienti da Anima, Arca SGR, Banca Cesare Ponti, Banca Passadore & C., Cassa Lombarda, Intermonte Advisory e Gestione, Intesa Sanpaolo, JPMorgan Asset Management, Kairos Partners SGR, Pramerica SGR S.p.A., Tendercapital, Union Bancaire Privée (Europe) SA, Vontobel Asset Management SA.

L’asset allocation per il secondo trimestre 2019

Per il secondo trimestre del 2019, l’asset allocation ottimizzata vede migliorare l’outlook sul mercato equity dei Paesi emergenti, dove il giudizio passa da “leggermente positivo” a “positivo”. L’innalzamento del giudizio sui mercati emergenti è dettato dal miglioramento delle condizioni cinesi. In Cina infatti il Governo sta adottando misure fiscali e monetarie espansive atte a contrastare il rallentamento economico.

Alzato anche il giudizio per i corporate bond statunitensi, con la view che cresce da “leggermente negativa” a “neutrale”, mentre peggiora quello sui Bund tedeschi.

Sul fronte valutario, sono più ottimistiche le previsioni sull’Euro, sia nei confronti del Dollaro Usa, dove la view passa da “leggermente positiva” a “positiva”, sia nei confronti dello Yen giapponese, con l’outlook che passa da “neutrale” a “leggermente positivo”. Gli analisti di AIAF sono pessimisti sul prezzo del petrolio, con una view che si abbassa da “positiva” a “neutrale”.

Saranno però le banche centrali e gli sviluppi sulla guerra dei dazi tra Usa e Cina a muovere i mercati finanziari nei prossimi mesi. Per il trimestre in corso, il ritorno atteso del portafoglio ottimizzato è superiore al 2% contro l’1,65% dell’indice di riferimento. La volatilità stimata è rispettivamente del 5,16% e del 5,22%.

Banche centrali e guerra dei dazi punto motore del risk-on sull’azionario nel primo trimestre 2019

I primi tre mesi del 2019 hanno evidenziato una performance molto positiva delle asset class rischiose, con i mercati azionari che hanno recuperato gran parte delle perdite messe a segno nell’ultima parte del 2018.

A spingere le velleità rialziste degli operatori in un contesto di rallentamento della crescita economica e di revisione a ribasso degli utili aziendali è stato l’alleggerirsi delle tensioni tra Usa e Cina e all’atteggiamento molto accomodante di Fed e BCE.
Il portafoglio ottimizzato ha beneficiato di questa situazione, segnando dal 28 dicembre 2018 al 29 marzo 2019 una performance positiva dell’8,33% in euro e del 7,03% in valuta locale.

Nel comunicato stampa diffuso da AIAF, si legge come le sottoperformance siano attribuibili all’equity emergente e in quello europeo oltre ai bond governativi e corporate Usa. La view prudente del consenso ha penalizzato il ritorno del portafoglio. Dall’altro lato, l’abbondante sovrapesatura di equity statunitense, giapponese e italiana gli ha permesso di sovraperformare l’indice di riferimento. Da ultimo, è stata premiante la scelta di aumentare il peso nel portafoglio di Treasuries americani.

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