Affitto a studenti: tasse, tipo di contratto e regole. La guida completa

L’affitto di stanze o appartamenti a studenti prevede specifiche regole e agevolazioni anche sulle tasse da pagare. Di seguito tutte le informazioni utili e le cose da sapere.

Affitto a studenti: tasse, tipo di contratto e regole. La guida completa

Per i proprietari di case in città universitarie l’affitto a studenti è un’opportunità vantaggiosa per la quale, nel rispetto di specifiche regole, è possibile beneficiare di importanti vantaggi anche sulla tassazione del reddito da locazione.

Ad ormai pochi mesi dall’inizio del nuovo Anno Accademico, la domanda di case o stanze in affitto a studenti universitari è in forte crescita e parallelamente cresce il numero di proprietari di immobili che si chiedono come affittare casa a studenti.

In questo caso è prevista una specifica tipologia contrattuale, ovvero il contratto transitorio per studenti universitari (Legge 9 dicembre 1998, n. 431, articolo 5, comma 3).

Questo tipo di contratto conviene al proprietario perché prevede particolari agevolazioni sulla tassazione e, inoltre, anche l’inquilino potrà beneficiare della detrazione dei canoni d’affitto corrisposti e risparmiare un massimo di 500 euro.

In questa guida completa vedremo punto per punto qual è il tipo di contratto da utilizzare in caso di affitto a studenti, con un focus particolare su quella che è la tassazione prevista, vantaggi e svantaggi.

Affitto a studenti: quale contratto usare

Il contratto di affitto per studenti è disciplinato da un’apposita legge, la n. 431 del 1998, con la quale sono state introdotte specifiche agevolazioni sulla tassazione e regole in merito alla durata.

Il contratto transitorio per studenti universitari ha una durata minima di 6 mesi e massima di 3 anni, con rinnovo automatico per lo stesso periodo alla prima scadenza.

Il principale svantaggio di questa tipologia di contratto è rappresentato dai vincoli in merito alla fissazione del costo dell’affitto. Il proprietario di casa, infatti, non potrà scegliere liberamente quanto far pagare ma il canone mensile dovrà essere concordato, ovvero stabilito in base agli accordi stipulati dalle organizzazioni sindacali, università e associazioni degli studenti, entro specifici limiti minimi e massimi.

Tale criticità è tuttavia compensata dai vantaggi sulla tassazione: con il contratto per studenti è possibile optare per il regime fiscale della cedolare secca, con aliquota al 10%.

L’imposta dovuta è quindi nettamente inferiore rispetto a quanto previsto dall’ordinaria tassazione Irpef e, inoltre, la cedolare secca sostituisce le imposte di bollo e di registro sia per la prima registrazione che per proroghe o risoluzione dello stesso.

Al netto di ciò sarà possibile anche optare per l’ordinario contratto a canone libero, rinunciando all’applicazione della tassazione a favore in virtù della possibilità di fissare senza vincoli specifici il costo dell’affitto mensile.

Contratto transitorio per studenti: tutte le agevolazioni sulla tassazione

La possibilità di optare per la tassazione con la cedolare secca al 10% non è l’unico vantaggio fiscale previsto dalla normativa sul contratto transitorio per studenti e importanti novità sono state introdotte lo scorso anno con il decreto del MIT del 16 gennaio.

Le agevolazioni per il proprietario, sono le seguenti:

  • il reddito imponibile dei fabbricati locati è ulteriormente ridotto del 30% a condizione però che nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui si intende usufruire della agevolazione in oggetto vengano indicati gli estremi di registrazione del contratto di locazione, l’anno di presentazione della dichiarazione IMU, il Comune in cui è ubicato l’immobile;
  • in merito ad Imu e Tasi, l’aliquota stabilita dal Comune è ridotta del 75%.

Si segnala tuttavia che anche gli studenti, in qualità di inquilini, possono beneficiare della detrazione dall’Irpef del 19% dei canoni di locazione pagati, entro il limite di 2.633 euro all’anno e con un risparmio massimo conseguibile pari a 500 euro.

Requisiti

Non sempre è possibile stipulare un contratto di affitto transitorio per studenti secondo il modello previsto dalla legge n. 431 del 1998. Sono previsti alcuni specifici requisiti, ovvero:

  • lo studente dovrà risultare residente in un Comune diverso rispetto a quello in cui il proprietario possiede l’immobile da dare in affitto;
  • la residenza dello studente (locatario) dovrà essere esplicitamente indicata nel contratto di locazione transitorio;
  • il Comune in cui si affitta la casa dovrà essere sede di un’università o sedi distaccate.

Nel rispetto delle indicazioni è possibile scaricare ed utilizzare il modello di contratto predisposto proprio per l’affitto a studenti che, si ricorda, una volta compilato dovrà essere registrato all’Agenzia delle Entrate entro il termine di 30 giorni dalla stipula (qui una guida a come fare).

Fac simile contratto affitto studenti universitari
Clicca per scaricare il modello da compilare

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