Gli Stati Uniti si preparano a dire addio al blackjack e a tanti altri giochi di carte analoghi da aprile 2026. Ecco cosa sta succedendo.
Gli Stati Uniti hanno tanto in comune con l’Italia, tra cui la passione per i giochi di carte. Il blackjack è sicuramente uno dei più popolari, reso avvincente dalle allettanti vincite e dal rischio delle perdite, come tanti altri giochi d’azzardo con le carte. Molti di questi giochi si sono diffusi in tutto il mondo, con le diverse varianti, proprio a partire dalle sale di gioco americane, che ora potrebbero dover smettere di mescolare le carte per promettere premi ai giocatori. L’attenzione politica e fiscale sui giochi d’azzardo negli Stati Uniti è sempre più elevata, soprattutto in alcuni Stati. Ciò riguarda ad esempio la California, dove una nuova legge in vigore il 1° aprile diminuirà significativamente le possibilità di tentare la fortuna con le carte, contrastando così il gioco d’azzardo illegale ma anche il gettito fiscale. Nel frattempo, anche nel resto degli States si valutano le misure più opportune per tutelare la popolazione.
Addio a blackjack e altri giochi di carte negli Usa
Il divieto californiano non arriva inaspettato, visto che lo Stato sta valutando l’opportunità di regolamentare più severamente i giochi d’azzardo già da qualche anno. Si parte proprio dai giochi di carte più amati nei casinò, come blackjack e baccarat, tanto divertenti quanto pericolosi. Non è certo un mistero che i giochi d’azzardo possono compromettere la stabilità finanziaria e la sicurezza della popolazione, soprattutto per le casistiche prive di una regolamentazione precisa. Avere degli spazi in cui giocare con limiti ben definiti aiuta a contenere lo sviluppo del gioco illegale meglio del divieto generalizzato, ma trovare un equilibrio non è facile.
Gli Stati Uniti stanno procedendo gradualmente a seconda dei bisogni e dell’andamento, anche perché la competenza sul gioco d’azzardo non è federale. Ogni singolo Stato può regolare il gioco d’azzardo a livello nazionale, in modo indipendente dagli altri. Questo meccanismo, che dà luogo a una situazione estremamente frammentata, si deve principalmente alla sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti del 2018, che ha abrogato l’atto di regolamentazione federale. In pochi anni il gioco d’azzardo è così cresciuto esponenzialmente, sempre più liberalizzato, e si è fatto motore di un’industria promettente in molti Stati Usa.
Con il passare del tempo, tuttavia, sempre più Stati americani stanno avvertendo la necessità di misure più severe per contrastare il gioco illegale e tutto ciò che comporta. La California ha però scelto di intraprendere la strada più dura, vietando prima i casinò a premi online e poi il gioco d’azzardo tramite lotterie. Dal 1° aprile le sale da gioco californiane saranno fortemente limitate, non potendo più proporre le varianti dei giochi da casinò finora impiegate per aggirare le licenze e le relative limitazioni. Chi non può far giocare i clienti a blackjack non potrà neanche offrire altri giochi che si basano sui 21 punti, per esempio, e così via.
La regolamentazione del gioco d’azzardo
Il cambiamento spaventa molto la comunità, perché provocherà il taglio di molti posti di lavoro, riducendo sensibilmente le entrate delle famiglie locali. D’altra parte, insieme alla California anche altri Stati stanno considerando limitazioni più considerevoli ai giochi d’azzardo, mentre il tema viene approfondito da vari team di ricerca universitari e arriva anche una proposta di legge federale per uniformare le regole.
Come in California anche nel resto della nazione, infatti, si stanno sempre più diffondendo giochi d’azzardo che non rientrano nelle categorie regolamentate dalle leggi statali e pertanto privi di tutele per i cittadini e di corretto prelievo fiscale. È emblematico il caso delle scommesse, che dallo sport oggi spaziano a eventi di ogni tipo, anche meteorologici. In Italia, al contrario, la normativa nazionale copre pressoché qualsiasi genere di gioco d’azzardo, che sia online o tradizionale. Non significa che manchino delle violazioni o dei pericoli a livello di salute pubblica (tutt’altro), ma la riforma del 2025 ha dimostrato di estendere le regole e i controlli anche ai nuovi sistemi dell’era digitale.
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