Dal prossimo anno in una delle città più belle d’Europa verranno vietati i tavoli all’aperto. Ecco i motivi di una misura che sta facendo molto discutere
Firenze è una delle mete turistiche più rinomate nel mondo e quest’anno è stata nominata migliore città d’Europa da visitare da Travel + Leisure, rivista punto di riferimento per viaggi e turismo.
Un vero e proprio successo internazionale che ha un lato oscuro: il numero annuale di turisti sta mettendo in crisi il tessuto urbano, il centro storico e gli stessi residenti, costretti a corse a ostacoli giornaliere semplicemente per raggiungere il posto di lavoro o rientrare in casa.
Per questo motivo sta per entrare in vigore uno dei provvedimenti più severi mai visti per contrastare l’overtourism e preservare la città: dal 2026 in 50 strade del centro saranno vietati i dehors all’esterno di bar, ristoranti e negozi. E per altre 73 strade verrà stabilito quale struttura sarà possibile allestire tra le 5 tipologie disponibili (dalla categoria A, la meno invasiva, che comprende sedie e tavoli, alla D che prevede strutture chiuse e coperture stabili).
Un provvedimento drastico che è stato accolto con favore dai residenti e molto meno dai ristoratori che hanno sottolineato come i tavoli all’aperto siano fondamentali per la vita delle loro attività.
La firma del nuovo protocollo
Il protocollo d’intesa, dal nome “Occupazione di spazi pubblici per ristoro all’aperto (dehors) in aree o ambiti urbani di interesse artistico, storico, archeologico e paesaggistico”, è stato stipulato dal Comune di Firenze e dalla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, per poi essere approvato dalla Giunta Comunale.
L’ultimo passaggio sarà quello della firma della Soprintendente Antonella Rinaldi e dell’assessore al Turismo e allo Sviluppo Economico, Jacopo Vicini.
Regole specifiche per 4 piazze
Uno dei passaggi più importanti del protocollo è la decisione di stabilire regole particolari per quattro delle piazze più importanti della città: Piazza della Signoria, Piazza della Repubblica, Piazza Santa Maria Novella e Piazza Pitti.
In questi 4 luoghi iconici di Firenze andrà trovata un’intesa tra i vari attori in gioco per scegliere le possibili tipologie di occupazione del suolo pubblico. Il tutto entro 30 giorni dalla firma del documento e con la regola base che i dehors dovranno rispettare i criteri di simmetria e omogeneità dei luoghi occupati.
Le motivazioni del provvedimento
Il provvedimento sui dehors è soltanto l’ultimo di una lunga serie di tentativi di Firenze di contrastare il sovraffollamento e preservare il patrimonio culturale. Basti pensare al divieto ai pic-nic in alcune zone della città del 2021 e alla decisione più recente di vietare keybox e self check-in per gli alloggi temporanei.
Secondo l’assessore Vicini la misura è pensata per il bene di Firenze, per tutelare gli spazi pubblici e per rendere la città sempre più vivibile per i residenti.
Secondo la Soprintendente Ranaldi, invece, con il protocollo che entrerà in vigore si è trovato un buon equilibrio tra le esigenze commerciali e quelle di preservazione del patrimonio artistico-culturale.
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