ETF, fondi passivi e algoritmi stanno trasformando i mercati: non si limitano più a seguirli, ma possono amplificare rialzi, crolli e concentrazione del capitale.
Da tempo diamo per scontato che gli ETF siano semplici strumenti passivi. Li abbiamo sempre considerati quasi come specchi del mercato: il mercato sale e loro salgono, il mercato scende e loro scendono. Fine della storia. Ed è anche il motivo per cui hanno avuto un successo enorme. Costano poco, sono semplici da comprare e permettono a chiunque di investire senza dover analizzare bilanci o seguire trimestrali. Per milioni di persone comprare un ETF sul S&P 500 significa semplicemente “investire nell’economia americana”.
Il problema è che oggi il loro peso è diventato talmente grande da rendere sempre meno chiaro dove finisca la semplice replica del mercato e dove inizi invece l’influenza sul mercato stesso.
Quando la gestione passiva era marginale il tema praticamente non esisteva. Oggi invece, negli Stati Uniti, gli strumenti passivi hanno superato quelli attivi in termini di asset gestiti. Secondo diverse stime, oltre il 50% del capitale investito nei fondi americani è ormai gestito in modo passivo. Fino a pochi anni fa una situazione del genere sarebbe sembrata quasi impensabile anche a molti professionisti di Wall Street. [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA