L’accordo miliardario tra Sky e ITV potrebbe cambiare il mercato televisivo più grande d’Europa

Ilena D’Errico

6 Luglio 2026 - 19:43

Sky e ITV hanno concluso un accordo miliardario che potrebbe cambiare il mercato televisivo più grande d’Europa, se le autorità lo approveranno.

L’accordo miliardario tra Sky e ITV potrebbe cambiare il mercato televisivo più grande d’Europa

È ormai ufficialmente concluso l’accordo miliardario tra Sky e ITV che prevede l’acquisizione della divisione media e intrattenimento della rete televisiva britannica, insieme alla società di produzione Love Productions. Sky, che fa capo a Comcast, si è aggiudicata un prezzo massimo di 1,6 miliardi di sterline (1,87 miliardi di euro), di cui 1,2 miliardi di sterline da versare alla chiusura dell’operazione, attesa nella seconda metà del 2027, e fino a 200 milioni di sterline nella seconda metà del 2028, dipendenti dai ricavi pubblicitari dell’anno precedente.

Un risultato a cui si è giunti dopo mesi di trattative complesse e che comunque è ancora in discussione. Manca infatti l’approvazione delle autorità di regolamentazione, che potrebbero mettere in discussione la legittimità della transazione per tutelare i consumatori. E in quel caso, in assenza di correttivi, Sky dovrebbe pagare una penale da 80 milioni di sterline per ITV e da 11,5 milioni di sterline per Love Productions. Ma se invece l’unione vedrà la luce cambierà profondamente il mercato televisivo del Regno Unito che, come confermano i dati dell’Agcom, è anche il più grande d’Europa.

Cosa prevede l’accordo Sky e ITV

In parallelo all’acquisizione, le società hanno previsto anche un accordo per la fornitura di contenuti dalla durata di 5 anni e dal valore di 2,1 miliardi di sterline che Sky dovrà corrispondere a ITV, con gli obiettivi di investire nella produzione britannica (da cui il totale di 1,6 miliardi), preservare i posti di lavoro e favorire la crescita dei settori occupazionali creativi del Paese.

Gli azionisti di ITV riceveranno indietro circa 960 milioni di sterline, più di 1 miliardo di euro, di cui pressappoco 65 milioni di sterline verranno accantonate in un fondo pensionistico per il personale dell’azienda. Sky si porta così a casa i canali televisivi e la piattaforma di streaming Itvx, mentre al gruppo Itv rimane ITV Studios. Quest’ultima casa di produzione, che in Italia fa capo a Cattleya (con quota di maggioranza di ITV), che conosciamo per Il Falsario (in collaborazione con Netflix), Gomorra (in collaborazione proprio con Sky Studios) e Petra.

Il cambiamento del mercato televisivo più grande d’Europa

Trasformazioni, fusioni e acquisizioni sono ormai all’ordine del giorno. I media devono correre per stare al passo con il cambiamento del mercato televisivo, che vede la predominanza dello streaming e si gioca in gran parte sui contenuti autoprodotti. Grazie all’accordo ci sarà effettivamente un salto in avanti notevole, un nuovo operatore che controllerà almeno il 20% del mercato televisivo del Regno Unito, solo in partenza, subito dopo il colosso della Bbc.

Secondo Barb, agenzia di rilevazione degli ascolti Tv, la quota combinata oggetto dell’accordo ha raggiunto il 18,3% (tra visualizzazioni in chiaro e streaming) nel mese di maggio, un passo dietro al 18,6% di YouTube. Ma a mettere a rischio l’approvazione dell’acquisizione da parte delle autorità britanniche è soprattutto la fetta combinata del mercato pubblicitario, che arriverebbe al 70%.

Oltre alla concorrenza, c’è la partecipazione del 40% di ITV in ITN, che fornisce le notizie per Channel 4, Channel 5 e ITV stessa, che compromette la diversificazione nel settore dell’informazione. Per quanto riguarda gli obblighi di servizio pubblico, Sky si è impegnata a rispettarli insieme allo sfruttamento delle licenze di trasmissione televisiva valide fino al 2034, mediante la trasmissione di notiziari regionali e nazionali. Anche la programmazione e il catalogo non dovrebbero subire variazioni, garantendo continuità ai telespettatori almeno nei primi anni di cambiamento. Il processo di controllo eseguito da parte delle autorità di regolamentazione dovrebbe ultimarsi in circa 12 mesi, potenzialmente sancendo la nascita di un nuovo emittente televisivo di rilievo in tutto il settore europeo.