Il direttore dell’Agenzia delle Entrate fa il punto sull’attività dell’Agenzia: nessun avviso di accertamento con l’Intelligenza Artificiale, riduzione del contenzioso e rimborsi più veloci.
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone nel corso dell’intervista rilasciata all’agenzia Ansa ha ribadito i principi generali sull’uso dell’Intelligenza Artificiale nell’esecuzione degli accertamenti fiscali: il suo uso non può essere indiscriminato, ma limitato ed esclusivamente con controllo dei funzionari. L’obiettivo dell’uso dell’Intelligenza Artificiale deve essere solo uno: velocizzare le procedure dei controlli fiscali e dei rimborsi. Dal 2027 i termini per i rimborsi dovrebbero infatti, ulteriormente scendere a 67 giorni.
Ecco quali sono state le dichiarazioni del direttore Carbone, in merito a controlli e accertamenti fiscali, rimborso, contenzioso, evasione fiscale, durante l’intervista rilasciata al forum online organizzato dall’agenzia Ansa.
Mai un avviso di accertamento scritto con Intelligenza Artificiale
La prima cosa da sottolineare è che Carbone ha ribadito che mai un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate sarà elaborato con l’uso dell’Intelligenza Artificiale e “ E se qualcuno dovesse rendersi responsabile di un’azione del genere ne risponderà ”. Ribadisce che ci sarà sempre un funzionario che con il suo buonsenso e con la sua competenza dovrà valutare i dati elaborati con l’uso dell’Intelligenza Artificiale.
Carbone dichiara che in realtà l’uso dell’Intelligenza Artificiale è concentrato soprattutto sulla velocizzazione dei controlli in modo da ridurre i tempi di erogazione dei rimborsi fiscali, quindi, un uso a favore del contribuente “L’AI serve a migliorare la qualità del nostro lavoro, ma non deve essere il risultato finale”.
Accertamenti fiscali veloci: non possono durare 5 anni
Sulla riduzione dei tempi degli accertamenti il Direttore sottolinea che si tratta di una strada già intrapresa attraverso la riduzione dei termini di accertamento per chi aderisce alla cooperative compliance e per coloro che hanno un punteggio ISA elevato, cioè elevata affidabilità fiscale. Per Carbone si tratta di un atto di civiltà perché è impensabile che un contribuente riceva un avviso di accertamento dopo 5 anni e che, quindi, dopo un lasso di tempo così elevato (considerando anche la velocità dei cambiamenti nell’era moderna) debba dimostrare redditi, costi, spese di 5 anni prima.
Il contenzioso è una sconfitta per l’Agenzia delle Entrate
Tra gli obiettivi dichiarati anche la riduzione del contenzioso considerato da Carbone una sconfitta per il Fisco. L’obiettivo è incentivare la collaborazione e chiedere informazioni prima di arrivare all’avviso di accertamento. Questa strategia è attuata con lo schema di atto che mira a instaurare un contraddittorio con il contribuente prima del vero avviso di accertamento.
Le ultime attenzioni durante l’intervista sono riservate all’altro punto debole del sistema italiano, cioè l’evasione fiscale che resta a livelli elevati. Sottolinea “se riuscissimo a recuperare altri 50-60 miliardi, veramente potremmo fare tanto di più con servizi pubblici a favore della collettività e incidere sulla pressione fiscale”. Infine, confessa che effettivamente sarebbe una bugia affermare che l’evasione fiscale si sta riducendo, ciò che è cambiato negli anni è in realtà l’efficienza dell’attività dell’Agenzia delle Entrate che è diventata capillare e riesce in modo tempestivo a intervenire anche grazie alla banca dati realizzata.
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