Negli ultimi giorni, le borse globali hanno vissuto un periodo di estrema volatilità, scatenato dalla pubblicazione dei dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti. Questo ha portato a sessioni di mercato molto indecise, in cui i bear trader e i bull trader si sono scontrati ferocemente, generando rapidi movimenti di alti e bassi.
L’incertezza domina i mercati, e capire se abbiamo raggiunto il minimo è la domanda che molti investitori si stanno ponendo. Le ultime sessioni di borsa sembrano indicare una nuova stabilizzazione nel livello di fiducia degli investitori, ma quanto ancora potrà durare questo recupero?
Cosa sta accadendo sui mercati USA?
Mercoledì, negli Stati Uniti, il Nasdaq 100 ha fornito un esempio lampante della volatilità attuale. Inizialmente in rialzo del 2% nella mattinata, l’indice ha poi chiuso in calo dell’1,16%, cancellando i guadagni del giorno precedente. Questo pattern esprime appieno l’attuale mancanza di direzionalità nel mercato, con sessioni che iniziano in una direzione e terminano in tutt’altra.
La volatilità resta ai massimi livelli, con l’indice VIX ancora su valori elevati, sebbene non ai picchi registrati durante la pandemia di COVID-19. Questa volatilità elevata si traduce in incertezza per gli investitori, che faticano a prevedere i movimenti futuri del mercato. La sessione di giovedì ha altresì calmato le acque, e l’indice tecnologico ha finalmente chiuso una sessione in positivo (+3,06%), sebbene sia ancora presto per poter stabilire con certezza che il “grande recupero” delle borse sia iniziato.
Perché in Europa la situazione sembra migliore?
In Europa, la situazione appare leggermente diversa. Nonostante le iniziali preoccupazioni per un’economia instabile, crescita lenta e inflazione alta, le borse europee hanno mostrato segnali di ripresa.
Sebbene questa ripresa non possa essere completamente considerata a “V”, offre speranza agli investitori. In modo ironico, proprio i mercati del vecchio continente, che fino alla scorsa settimana erano visti come i più pericolosi, sembrano ora meno volatili. L’indice di volatilità europeo, il VSTOXX, non ha subito un’impennata marcata come il VIX americano. La sessione di giovedì in Europa si è mostrata positiva e solida, suggerendo un possibile affievolimento delle preoccupazioni economiche.
Quali sono le prospettive sulle borse?
L’ipotesi di una recessione negli Stati Uniti è diventata una possibilità concreta, supportata anche dalle previsioni delle principali banche d’affari. JPMorgan ha aumentato la probabilità di una recessione entro la fine dell’anno dal 25% al 35%.
Questo aumento è confermato anche dal comportamento del mercato obbligazionario: la curva dei Treasury USA ha continuato a modificarsi, con il future sui Treasury a 2 anni di CME salito di soli 2 punti base, mentre quello a 10 anni è salito di circa 8 punti base. Colpisce il fatto che, nel mercato delle opzioni, sembrano prevalere le opzioni put relative ai Treasury USA, indicando aspettative di ribasso, sebbene siano attesi cali nei rendimenti con l’abbattimento dei tassi d’interesse. La domanda più debole del previsto nell’asta dei Treasury a 10 anni ha ulteriormente rafforzato queste preoccupazioni.
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Analisi tecnica dell’S&P 500
Dal punto di vista tecnico, l’S&P 500 presenta una situazione interessante per gli analisti. Il livello di supporto significativo si trova intorno ai 5200 punti, un livello testato più volte di recente e che ha dimostrato una certa resilienza.
Allo stesso modo, la resistenza chiave è situata intorno ai 5400 punti. Il superamento di questo livello potrebbe segnalare una ripresa verso i massimi storici. L’oscillatore RSI è attualmente intorno a 40, dopo aver toccato il livello dei 30 punti, generando un rimbalzo del prezzo dell’indice.
S&P500, 1D
Grafico a candele giornaliere dell'indice S&P500. Fonte: baha.com