Sono cinque i pretendenti all’eredità dello stilista Valentino Garavani, scomparso lo scorso 19 gennaio. Ecco di chi si tratta e quali sono gli asset principali del patrimonio.
Sono cinque i potenziali eredi pronti a contendersi l’ingente patrimonio di Valentino Garavani. Se il destino dell’omonimo marchio di alta moda è già da tempo definito - con il 70% in mano al fondo qatariota Mayhoola for Investments e il restante 30% al gruppo francese Kering - rimane invece avvolta nell’incertezza la ripartizione dei numerosi asset personali dello stilista, tra cui ville, castelli e opere d’arte multimilionarie, per un valore che, secondo le indiscrezioni, si aggirerebbe attorno a un miliardo e mezzo di euro.
L’iconico stilista lombardo, scomparso lo scorso 19 gennaio all’età di 93 anni, non aveva infatti discendenti diretti e, secondo fonti vicine alla vicenda, il suo testamento conterrebbe disposizioni complesse e di non immediata interpretazione. Ma chi si contende l’eredità di Valentino e quali sono gli asset di maggior valore nel patrimonio personale dello stilista?
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Chi sono i cinque possibili eredi di Valentino Garavani
Cinque eredi, cinque legami diversi con il designer di Voghera. A partire dalla famiglia: il nipote Piero Villani, 77 anni, figlio di Wanda - la sorella maggiore di Valentino, scomparsa nel 1997 - e Oscar Garavani, 60 anni, indicato come presunto pronipote dello stilista.
Seguono i figliocci Sean e Anthony Souza, entrambi quarantenni, adottati da Garavani durante la relazione con il padre, Carlos. Sean è inoltre padre di due figli, che figurerebbero a tutti gli effetti come nipoti dello stilista.
Ci sono poi i due grandi amori di Valentino: Giancarlo Giammetti, 83 anni, ex compagno e socio di una vita, e Vernon Bruce Hoeksema, 68 anni, rimasto al suo fianco fino alla morte. Infine, la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, ente costituito con una missione esclusivamente filantropica.
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Capitali finanziari, residenze fiscali e liquidità: le zone d’ombra nel patrimonio di Valentino
Il patrimonio di Garavani è composto di luci e ombre: grandi asset immobiliari, opere d’arte e yacht da un lato, una struttura finanziaria complessa e ancora in parte opaca dall’altro. Da qui si dipana l’enigma dei capitali finanziari dello stilista. Secondo le ricostruzioni del Corriere della Sera, Valentino avrebbe avuto un conto a Londra presso Coutts & Company, storica private bank britannica specializzata nella gestione di patrimoni ultra-elevati e tradizionalmente al servizio dell’aristocrazia inglese tra cui, a quanto si dice, anche la defunta regina Elisabetta II.
Altro snodo cruciale è quello delle residenze fiscali. Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti hanno domiciliato a Londra per oltre dieci anni, a partire dal 1998, quando la maison venne ceduta ad HDP per 500 miliardi di lire (pari a circa 260 milioni di euro). In seguito, almeno fino al 2021, lo stilista risulta residente in Svizzera, nello Chalet Gifferhorn di Gstaad. Negli ultimi anni di vita non si esclude poi un ritorno in Italia, nella storica villa romana nel cuore del Parco Regionale dell’Appia Antica.
Sul fronte della liquidità, in passato era emersa la presenza di ingenti risorse - comparabili agli incassi della vendita del suo marchio nel 1998 - all’interno di una holding lussemburghese poi messa in liquidazione. Attorno a questa struttura ruotava una galassia di finanziarie collocate in giurisdizioni fiscalmente vantaggiose. Nel tempo, i capitali riconducibili a Garavani si sono gradualmente spostati tra Paesi Bassi e le isole del Canale della Manica.
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Gli asset materiali: castelli, opere d’arte e yacht
Più definiti, invece, sono i confini del patrimonio tangibile dello stilista. Garavani ha detenuto direttamente immobili e yacht di grande valore. La villa romana, con oltre trenta stanze, risulta iscritta a bilancio per 1,6 milioni di euro, una cifra lontana dalle reali quotazioni di mercato. C’è poi il castello di Wideville, in Francia, acquistato nel 1995 per circa 12 milioni di euro e oggi valutabile a cifre ben superiori, oltre alla casa in Toscana e allo chalet di Gstaad.
Restano in parte avvolti dal riserbo anche gli asset artistici. La collezione di opere d’arte sarebbe custodita tra la residenza londinese di Holland Park dove, secondo indiscrezioni, figurerebbero anche lavori di Picasso, e l’attico di New York affacciato su Park Avenue. Un patrimonio di grande valore economico, ma ancora difficile da quantificare.
Chiude il capitolo lo yacht TM Blue One, lungo 46 metri e costruito nel 1988. L’imbarcazione comporta costi di gestione superiori al milione di euro l’anno per la società Seaboats e, secondo una perizia dello studio tecnico del comandante Alberto Bertacca, avrebbe oggi un valore stimato in 12,4 milioni di euro.
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