Azioni Wirecard: perché gli investitori comprano anche dopo il tracollo

Nonostante il tracollo e lo scandalo di bilancio, alcuni investitori continuano a conservare e addirittura ad acquistare le azioni di Wirecard. Ecco cosa sta succedendo.

Azioni Wirecard: perché gli investitori comprano anche dopo il tracollo

Dopo la clamorosa notizia del tracollo di Wirecard, ecco un’altra sorpresa per l’azienda tedesca: non si fermano gli investimenti nei titoli azionari che, nonostante l’avvio della procedura di insolvenza, sono ancora sopra allo zero.

Non solo. Michael Jaffe, colui che sta gestendo l’insolvenza della fintech, ha recentemente dichiarato che ci sono centinaia di pretendenti interessati ad acquisire il core business ed altri asset indipendenti.

A metà giugno, prima dello scandalo, le azioni Wirecard valevano 104,50 euro ciascuna, mentre ad oggi il valore è crollato con il prezzo unitario che si aggira intorno ai 2,70 euro.

Ciò che però stupisce è che siano presenti delle oscillazioni in questi giorni, seppur lievi, con un valore minimo di 1,281 euro toccato il 26 giugno ed un valore massimo il 30 giugno pari a 5,73 euro.

Chi continua ad investire in Wirecard?

Certamente si tratta di prezzi minimi se paragonati ai mesi precedenti allo scandalo, quando le azioni superavano di gran lunga il centinaio di euro, ma che comunque attestano che la società non è ancora clinicamente morta.

È quindi legittimo chiedersi come mai Wirecard, dal punto di vista del mercato finanziario, conserva ancora un minimo di vitalità. Si potrebbe rispondere con il vecchio detto che la speranza è l’ultima a morire.

Infatti, nonostante il buco di bilancio di 1,9 miliardi di euro, molti investitori credono nella possibilità di recuperare i loro soldi grazie al valore intangibile dell’impresa.

In questo caso il valore intangibile si compone dei seguenti elementi: gli avviamenti, i rapporti con i clienti e la tecnologia di cui Wirecard è proprietaria per il sistema di pagamento senza contanti.

Azioni Wirecard: un investimento rischioso o un fallimento annunciato?

Se quanto affermato da Jaffe sull’interesse da parte di centinaia di player internazionali per alcuni asset aziendali è vero, potrebbe essere più interessante per chi possiede le azioni aspettare questo momento, piuttosto che vendere per pochi euro subito.

Questo almeno sembra essere il ragionamento di chi sta conservando, o addirittura acquistando, queste quote.

Certamente una strategia del genere è molto spregiudicata e può avere l’effetto indesiderato di vedere il proprio investimento piombare ad un valore nullo da un momento all’altro.

Questo è ad esempio il parere dell’esperta del settore Carola Rinker, la quale alla CNBC ha espresso il giudizio che gli investitori forse stanno manifestando fin troppa speranza, poiché “in caso di insolvenza il valore intangibile non può essere venduto”.

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