Scandalo Wirecard: la ligia Germania ha fatto finta di non vedere?

Scandalo Wirecard: la ligia Germania ha fatto finta di non vedere? I precedenti fanno riflettere

Scandalo Wirecard: la ligia Germania ha fatto finta di non vedere?

Lo scandalo Wirecard ha travolto senza preavviso l’intera Germania, lasciando il settore finanziario in preda allo sgomento.

In realtà, questa non è la prima volta che la tedesca finisce nel mirino delle critiche.

Negli ultimi anni, ben prima dell’esplosione dell’attuale scandalo, a Wirecard sono state rivolte molteplici accuse, alle quali però non hanno mai fatto seguito delle indagini concrete. Ma per quale motivo? Le autorità tedesche, note per essere particolarmente rigide e trasparenti, sono finite sotto la lente.

Scandalo Wirecard: nessuno ha voluto vedere?

A finire sotto i riflettori delle indagini non sono stati soltanto i vertici societari, ma anche l’autorità di vigilanza tedesca, la Bafin, paragonabile alla nostrana Consob, accusata di non aver svolto il suo dovere in maniera efficiente e puntuale nonostante i dubbi sollevati da più parti contro Wirecard.

Prima dello scandalo, d’altronde, l’azienda è stata ripetutamente travolta da diverse ondate di polemiche.

Si pensi soltanto a quanto accaduto nel 2017, quando la tedesca è finita nel ciclone Paradise Paper e l’istituto bancario controllato (Wirecard Bank) è stato accusato di aver offerto conti offshore e gestito pagamenti per casinò online illegali in Germania.

“Rifiutiamo questa rappresentazione. Siamo rilassati in merito. Stiamo rispettando la legge in ogni modo, ”

ha dichiarato in quel caso una portavoce di Wirecard.
Alle accuse, però, non sono mai seguite delle vere indagini e la questione è caduta nell’oblio. Ma non è finita.

Ben prima dell’odierno scandalo Wirecard (più o meno negli ultimi 18 mesi) il Financial Times ha ripetutamente denunciato presunte transazioni irregolari con alcune controparti asiatiche. Lo scorso ottobre il quotidiano ha persino pubblicato alcuni documenti per provare le proprie dichiarazioni ma anche in quel caso non sono state avviate indagini da parte della Bafin, anzi.

Quest’ultima si è addirittura scagliata contro le indiscrezioni del FT e ha denunciato penalmente i suoi giornalisti, introducendo altresì un divieto di short selling sulle azioni Wirecard della durata di due mesi, per proteggere l’azienda dalle speculazioni causate da queste accuse.

Il dietrofront di Berlino

Vista l’inerzia della Bafin nonostante le accuse degli ultimi anni, in molti hanno accusato la Germania di aver ignorato anche l’ultimo scandalo Wirecard.

Persino il ministro delle finanze tedesco, Olaf Scholz, che prima si era detto fiducioso nei confronti dell’autorità (“hanno lavorato molto duramente”) è stato costretto a rimangiarsi quanto detto e a chiedere a gran voce l’inasprimento delle regole di controllo.

D’altronde, lo scandalo Wirecard ha esposto la ligia Germania a una forte ondata di critiche e ha rivelato senza troppi giri di parole il fallimento della sua attività di vigilanza.

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Germania Wirecard

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