Whatsapp: videochiamate per controllare chi è in quarantena

A Salerno la polizia municipale sta usando le videochiamate su WhatsApp per tenere sotto controllo chi deve rispettare la quarantena. Coinvolti soprattutto coloro che sono risultati positivi al coronavirus e chi è stato a contatto con persone infette.

In questo periodo, la tecnologia spesso si rivela un aiuto valido nella battaglia contro il coronavirus e contro chi non rispetta le restrizioni imposte dal governo. La polizia municipale di Salerno ne è un esempio: ha deciso infatti di ricorrere a WhatsApp per controllare che i cittadini rispettino la quarantena. In particolare, le persone coinvolte sono i positivi alla COVID-19, i loro parenti più vicini e i salernitani tornati in città nelle ultime settimane.

Il governo ha prorogato le misure contenitive fino al 13 aprile, questo impone di tenere ancora alta l’attenzione sul rispetto delle regole. Per i vigili salernitani dunque, ricorrere all’uso dell’app permetterà di effettuare controlli più rapidi ed efficaci sul territorio.

Controlli con Whatsapp: videochiamate per rispettare la quarantena

La Polizia municipale di Salerno ha deciso di adottare misure più severe e capillari per stanare chiunque non rispetti la quarantena. I vigili urbani sono già impegnati da giorni a effettuare controlli serrati casa per casa per confermare il rispetto delle misure restrittive. Ora però hanno deciso di servirsi di WhatsApp, e in particolare delle videochiamate, per controllare che le persone siano davvero nella loro abitazione.

I controlli si focalizzano in particolare su chi deve rispettare la quarantena o perché risultato positivo al coronavirus o perché entrato in contatto con persone infette. In questo caso, alle persone viene chiesto di inquadrarsi in videocamera e dimostrare di essere davvero in casa propria. Lo ha spiegato un ufficiale dei vigili di Salerno, aggiungendo che il nuovo sistema di controllo è stato accettato di buon grado da tutte le persone interessate, senza resistenze.

Cosa rischia chi non rispetta la quarantena?

Il 24 marzo il Consiglio dei Ministri ha imposto un inasprimento delle sanzioni per coloro che non rispettano le misure contenitive anti-coronavirus. Cosa rischia ora chi, dopo essere risultato positivo alla COVID-19, viola l’obbligo di quarantena? Poiché il trasgressore con il gesto andrebbe a compromettere la propria salute e quella dell’intera comunità, il reato di cui si macchia è quello previsto dall’articolo 452 del codice penale primo comma, n. 2, ovvero delitti colposi contro la salute pubblica. La pena prevede la reclusione da 1 fino a 5 anni.

Secondo il Decreto l’attività di vigilanza spetta ai prefetti, coadiuvati dalle forze di polizia e dalle forze armate. Gli operatori sanitari invece sono tenuti a contattare quotidianamente le persone sotto sorveglianza per tenere sotto controllo il loro stato di salute.

Per quanto riguarda le altre misure: per lo spostamento senza giustificazioni, la multa può lievitare da 400 euro fino a 3000 euro per chiunque esca di casa a piedi, in automobile o con i mezzi pubblici. La possibilità di uscire rimane comunque garantita per comprovati motivi di salute, lavoro e necessità, sempre dietro compilazione del modulo di autocertificazione. Chi presenta autocertificazione falsa, rischia fino a 6 anni di reclusione, con l’applicazione di quanto disposto dall’articolo 495 del codice penale.

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