Wall Street: sarà riscatto o addio al Toro nell’ultimo trimestre del 2015?

Nicola D’Antuono

07/10/2015

Le borse americane sono in cerca di riscatto dopo l’ultimo trimestre in rosso. Sarà ancora Toro o gli investitori tireranno i remi in barca?

Wall Street: sarà riscatto o addio al Toro nell’ultimo trimestre del 2015?

A Wall Street i principali indici azionari sono in rialzo già da qualche giorno, dopo che la FED ha annunciato il mantenimento del livello dei tassi di interesse ai minimi di sempre anche nella riunione di fine settembre. Tra l’altro il deludente dato sul mercato del lavoro, pubblicato venerdì scorso, ha aumentato le aspettative degli investitori circa un nuovo rinvio della stretta sui tassi, addirittura al 2016. Secondo gli esperti di Goldman Sachs, invece, il ciclo di rialzo del costo del denaro negli Usa avrà inizio soltanto nel 2017. Alla luce di questi elementi di valutazione di carattere macroeconomico e considerando il brutto andamento nel trimestre luglio-settembre, gli investitori si chiedono se sia ancora il caso di puntare sull’azionario americano oppure no.

L’ultimo trimestre si è chiuso con una perdita del 7% per Wall Street, mentre a livello globale sono stati bruciati circa 11.000 miliardi di dollari. D’altronde questo trimestre è sempre stato storicamente la “bestia nera” dei mercati azionari globali, con una performance media che dal 1928 ad oggi non è andata oltre l’1,2% rispetto al 2,1% del secondo trimestre o al 2,6% dell’ultimo trimestre dell’anno. Tuttavia bisogna ricordare che negli ultimi tre mesi sono anche avvenuti due dei peggiori crolli di borsa di tutti i tempi, ovveri quelli di ottobre 1929 e di ottobre 1987. Ad ogni modo trapela un moderato ottimismo per il riscatto di fine anno.

L’economia americana è in crescita (+3,9% nel secondo trimestre) e le azioni restano ancora un asset poco caro se confrontate con i bond. Le aspettative della maggior parte dei broker e delle banche d’affari di Wall Street sono per un indice S&P500 sopra i 2.000 punti da qui a fine anno. Secondo Bank of America Merrill Lynch, nei prossimi dodici mesi la borsa americana può rendere fino al 18% (dividendi inclusi). Bisogna ricordare che il Toro va avanti da molti anni, grazie soprattutto alle costanti iniezioni di liquidità delle grandi banche centrali. Migliaia e migliaia di dollari a basso costo si sono riversati nel variegato mondo azionario, premiando Wall Street con una performance del 180% dai bottom di marzo 2009.

Come andrà, invece, nell’ultimo trimestre del 2015? E’ giusto essere ottimisti? La sensazione è che fin quando la FED non sarà più “falco” nella forward guidance sui tassi di interesse, gli investitori continueranno a comprare con prudenza azioni americane senza sbilanciarsi troppo con i quantitativi. Probabilmente ci sarà un rimbalzo tecnico importante, ma alla fine appare complicato per i principali indici azionari di Wall Street andare ad aggiornare i massimi storici toccati quest’anno. Dopo una fase Toro, tra l’altro ancora in corso, che dura ormai ininterrottamente da 78 mesi, 20 più della durata media delle precedenti fasi di bull market, la prudenza tra gli investitori appare davvero un must.