Voluntary disclosure, mentre non ci sono – almeno per ora – novità ufficiali da parte di Palazzo Madama, l’iter del provvedimento sul rientro dei capitali illecitamente detenuti all’estero prosegue, e parallelamente si accavallano anticipazioni e indiscrezioni. Se, da una parte, si starebbe lavorando a una modalità d’adesione molto semplice, dall’altra i riflettori sono puntati sul reato di autoriciclaggio e sulle tasse da pagare: il Governo, infatti, spera in un extra gettito fiscale tra i 5 e i 7 miliardi di euro.
Voluntary disclosure, ci si prepara a uno scudo fiscale per il rientro dei capitali dall’estero? Tra indiscrezioni e anticipazioni carpite in Senato, dove fazioni opposte si confrontano su versioni più o meno punitive della norma, di ufficiale non c’è ancora nulla. Non si sa neanche con esattezza se ci sarà il via libera entro la fine del 2014, ma ciò che si apprende in queste ultime ore è che la parola d’ordine sarà, in ogni caso, “semplificazione”.
Niente modello unico, ma serviranno solo 2 pagine
In confronto alla procedura attuale, tutti sono convinti della necessità di sfoltire e accelerare la procedura: la bozza su cui starebbe già lavorando l’Agenzia delle Entrate dovrebbe essere di appena 2 pagine, ma non sarà possibile rendere disponibile un modello unico per tutti quanti, per la necessità di applicare sanzioni indiscutibilmente individuali a seconda della storia del contribuente. Oltre ai classici dati anagrafici, sarà necessario allegare tutta la documentazione utile per la ricostruzione del reddito e dei beni detenuti all’estero.
Forfettizzazione a rischio, occhi puntati sull’autoriciclaggio
Se, in un primo momento, erano state avanzate ipotesi di forfettizzazione della tassazione, recentemente sono stati espressi dubbi in merito direttamente dal relatore del provvedimento in Commissione Finanze, il senatore del Partito democratico Claudio Moscardelli. Ma il vero nodo gordiano, sul quale neanche tutte le componenti della maggioranza di Governo sembrano per ora convergere, è il contestato reato di autoriciclaggio. Nell’ultima versione della norma si dice che se i soldi saranno destinati solo “all’utilizzazione o al godimento personale” sarà punibile solo il reato fiscale. Una specifica che ha fatto storcere il naso ai parlamentari più a sinistra, convinti che si debba colpire con decisione un reato che danneggia l’economia italiana e favorisce le organizzazioni criminali.
Il Governo punta a un rientro di capitali tra i 30 e i 40 miliardi di euro
Ciò che è chiaro a tutti, a questo punto, è che il Governo sta spingendo per un compromesso che renda il testo abbastanza appetibile per convincere i contribuenti irregolari ad aderire al rientro volontario dei capitali oltreconfine, senza che l’intera operazione puzzi troppo di condono fiscale. Un gioco di equilibrio tutt’altro che semplice, soprattutto per la disperata necessità di rimpinguare le esangui casse dello Stato: l’esecutivo punterebbe su un ritorno in patria di circa 30-40 miliardi, ottenendo così un gettito fiscale compreso tra i 5 e i 7 miliardi di euro.
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