Voluntary disclosure, a chi conviene il rientro dei capitali dall’estero? Tra impunibilità e sanzioni, ecco vantaggi e svantaggi

Voluntary disclosure, la norma sul rientro dei capitali dall’estero a chi conviene davvero? Il testo licenziato pochi giorni fa dal Senato, infatti, contiene più aspetti da tenere in considerazione. Al bivio tra impunibilità e sanzioni, ecco vantaggi e svantaggi dell’adesione alla procedura di collaborazione volontaria.

Voluntary disclosure, a poca distanza di tempo dal via libera alla legge sul rientro dei capitali illecitamente detenuti all’estero, è tempo di interrogarsi se convenga – o meno – aderire alla procedura di collaborazione volontaria. Insomma, tra impunibilità e sanzioni, quali sono i reali vantaggi (e svantaggi)?

Cosa succede a chi non aderisce alla Voluntary disclosure

Ricordiamo, innanzitutto, cosa rischia chi ignorerà il salvacondotto offerto dalla Voluntary disclosure:

  • La punibilità per tutti i reati tributari previsti dal Dlgs del 2000, in relazione a redditi e patrimoni detenuti all’estero in maniera illecita;
  • la punibilità per tutti i reati penali non tributari commessi in relazione ai sopracitati redditi e patrimoni;
  • per la mancata compilazione del Quadro Rw: sanzione amministrativa che può raggiungere il 30 per cento degli importi non dichiarati;
  • imposta sui redditi da saldare secondo la propria aliquota marginale;
  • sanzioni piene per omessa o infedele dichiarazione dell’imposta sui redditi prodotti all’estero dal 133 per cento fino al 480 per cento;
  • sanzioni per omessa o infedele dichiarazione Iva da un minimo del 100 per cento fino a un massimo del 240 per cento;
  • sanzioni per omessa o infedele dichiarazione Irap da un minimo del 30 per cento dell’imposta non versata.

Cosa succede a chi aderisce alla Voluntary disclosure

Al contrario, per chi scegliesse la strada della collaborazione volontaria, gli scenari che si aprono sono i seguenti:

  • Niente punibilità per i reati tributari di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici; dichiarazione infedele; omessa dichiarazione; omesso versamento ritenute certificate; omesso versamento Iva;
  • niente punibilità per i reati penali di riciclaggio, impiego di denaro, beni e altre utilità di provenienza illecita; autoriciclaggio (nel caso in cui siano commessi in relazione ai reati tributari sopracitati);
  • per la mancata compilazione del Quadro Rw: sanzione amministrativa da un minimo dello 0,5 per cento fino a un massimo del 4,5 per cento sugli importi non dichiarati;
  • imposta sui redditi da versare secondo la propria aliquota marginale, con la possibilità di optare per il regime forfetario;
  • sanzioni per omessa o infedele dichiarazione dell’imposta sui redditi prodotti all’estero, dell’Iva e dell’Irap ridotte di ¼ del minimo previsto dalla legge.

La valutazione complessiva sulla convenienza dell’adesione alla Voluntary disclosure va sicuramente compiuta caso per caso, ma è opportuno tenere bene a mente il mutato scenario internazionale, dove il segreto bancario sembra destinato a finire e a breve sarà del tutto automatizzato lo scambio di informazioni.

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