Voluntary Disclosure, annunciata approvazione entro fine novembre. Ma lo slittamento del rientro dei capitali al 2015 sembra più probabile

Valentina Brazioli

20 Novembre 2014 - 08:21

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Voluntary Disclosure, la normativa sul rientro dei capitali illecitamente detenuti all’estero potrebbe vedere la luce più in fretta di quanto anticipato. Il Senato, infatti, starebbe puntando a chiudere la partita entro la fine di questo mese, arrivando al massimo ai primi di dicembre. Ma per il via libera definitivo potrebbe volerci del ancora del tempo.

Voluntary Disclosure, annunciata approvazione entro fine novembre. Ma lo slittamento del rientro dei capitali al 2015 sembra più probabile

Voluntary Disclosure, è iniziato il conto alla rovescia? Il fittissimo calendario parlamentare costringe al contingentamento dei tempi: alla Camera si stanno avvicendando due provvedimenti di cruciale importanza (il Jobs Act e la legge di Stabilità), e ciò mette a dura prova anche i lavori del Senato, attualmente alle prese con l’esame del testo sul rientro dei capitali dall’estero. Il relatore per la Commissione finanze di Palazzo Madama ed esponente del Partito democratico, Claudio Moscardelli, ha dettato tempi particolarmente stringenti, ricordando la necessità di approvare il testo prima che approdi la legge finanziaria a Palazzo Madama: si chiude tutto entro fine novembre, massimo primi di dicembre.

I prossimi passi dell’esame

Nel frattempo, sta per avere inizio il classico ciclo di consultazioni: sono attesi l’Agenzia delle Entrate, Bankitalia, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, tributaristi e docenti universitari. Il tutto però, avrà luogo tra domani e martedì 25 novembre, tecnicamente in tempo per un via libera sul filo di lana.

Attese poche modifiche

In un contesto dettato dalla limitatezza dei tempi, però, sono in molti ad osservare che non ci sarà molto spazio per grandi modifiche. In particolare, si attende la sostanziale conferma delle aliquote progressive, un punto che non sembra suggerire controindicazioni di sorta né suscitare particolari controversie tra le diverse forze politiche. Se la Commissione Finanze ostenta tutto sommato tranquillità sulla rapidità dell’iter, gli occhi sono puntati maggiormente sulla Commissione Giustizia, vero giudice sulla dibattuta questione del reato di autoriclaggio. Anche qui, però, apparentemente nessuno si preoccupa; secondo Nicola D’Ascola, senatore del Nuovo centrodestra e relatore in commissione, l’impianto normativo varato da Montecitorio è “solido” ed eventuali modifiche potranno “al massimo completare il quadro”.

Giunti a questo punto, i più maliziosi si chiedono se davvero si possa sperare in un’approvazione definitiva della norma o se - come qualcuno insinua - sia più verosimile l’ipotesi di vedere apportare al testo quel minimo di modifiche necessarie a rendere obbligatoria la terza lettura. In questo modo, di Voluntary Disclosure se ne riparlerebbe direttamente nel 2015.

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