È bufera in casa Volkswagen, dove si è registrato un furto di informazioni per più di 3 milioni di utenti tra USA e Canada.

Una vicenda che sta scatenando critiche e polemiche nelle ultime ore, e che partirebbe da una violazione che avrebbe esposto le informazioni di contatto e dettagli personali - come il numero di patente degli utenti - a una raccolta illecita.

Volkswagen e il suo marchio di lusso, Audi, si sono attivate per contattare circa 90.000 persone negli Stati Uniti, per lo più clienti o acquirenti Audi.

I dati acquisiti in maniera illecita includono numeri di telefono, indirizzi e-mail, indirizzi postali e, in alcuni casi, numeri di identificazione del veicolo.

Volkswagen: furto di informazioni per 3 milioni di utenti

A quantificare il numero di utenti vittime della violazione è stata proprio la stessa compagnia automobilistica tedesca, che ha parlato di oltre 3 milioni di clienti e acquirenti interessati dalla vicenda.

Vicenda dietro la quale sembra esserci una società esterna che lavorava con le case automobilistiche, e che si sarebbe appropriata di dati come i numeri della patente di guida e, gli indirizzi mail, i numeri di telefono e in alcuni casi persino i numeri di previdenza sociale.

Nelle sue più recenti dichiarazioni, Volkswagen ha offerto supporto e protezione per tutti gli utenti che hanno segnalato o segnaleranno di aver subìto particolari violazioni a seguito della circostanza.

Il furto di informazioni include persino dati di persone che avevano semplicemente chiesto informazioni sull’acquisto di un veicolo Audi o Volkswagen, tramite form di preventivi online o via telefono e mail.

Tutti i dati sarebbero stati raccolti tra il 2014 e il 2019, e successivamente salvati in un archivio per scopi di marketing, ma non è ancora chiaro l’utilizzo che ne è stato fatto nel corso degli anni, né la mole di attività illecite al quale può aver dato vita.

Nelle sue dichiarazioni, la compagnia si è scusata con tutti gli utenti, mettendoli al contempo in guardia rispetto a diverse attività sospette che proprio la raccolta illecita potrebbe innescare:

“Ci scusiamo per qualsiasi inconveniente questa vicenda possa causare ai nostri clienti, attuali o potenziali. Come sempre, raccomandiamo alle persone di rimanere vigili riguardo e-mail sospette o altre comunicazioni che potrebbero chiedere loro di fornire informazioni su se stesse o sul proprio veicolo”.