Vertici MPS a colloquio con la BCE: trattativa in corso sui nuovi requisiti di patrimonializzazione

Simone Casavecchia

15 Gennaio 2015 - 14:18

Presidente e Ad di MPS volano a Francoforte per discutere con la BCE il nuovo piano di ricapitalizzazione alla luce dell’innalzamento dei requisiti patrimoniali previsti dalla banca centrale europea.

Vertici MPS a colloquio con la BCE: trattativa in corso sui nuovi requisiti di patrimonializzazione

Quella di oggi sarà una giornata particolarmente dura per Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, il Presidente e l’Amministratore Delegato di Monte dei Paschi di Siena sono, infatti, volati oggi a Francoforte per discutere con i rappresentanti del servizio di vigilanza unica della Banca Centrale Europea il piano di ricapitalizzazione approntato dall’istituto di credito senese per coprire il deficit di capitale evidenziato dal fallimento dell’Asset Quality Rewiew dello scorso Ottobre.

La posta in gioco è, comunque, decisamente più alta perché non si tratta solo di presentare un piano di ricapitalizzazione, la cui attuazione sarà già di per sé molto faticosa dal momento che dovrà procurare risorse per 3 dei 4,2 miliardi di deficit calcolato, ma anche di avanzare argomenti validi per ottenere una riduzione dei requisiti di capitale recentemente elevati dalla BCE.

La scorsa settimana, infatti, con una lettera dal contenuto variabile in base alle «condizioni di salute» di ogni singolo istituto di credito, la BCE ha dettato nuovi e più rigorosi requisiti di patrimonializzazione al fine accantonare riserve di capitale sufficienti a far fronte eventuali, nuovi, dissesti finanziari. Più nello specifico, rispetto agli accordi di Basilea III che impongono un Cet1 (common equity tier) del 7% per tutti gli istituti di credito, la BCE ha richiesto ha MPS uno specifico Cet1 pari al 14,3%.
La decisione è stata presa a seguito delle nuove funzioni di vigilanza assegnate alla BCE che, da quest’anno gestisce anche lo Srep (Supervisory review and evaluation process) precedentemente a carico delle banche centrali nazionali.

I vertici di MPS sono in queste ore presenti a Francoforte perché la BCE ha dato tempo alle singole banche fino a domani (16 Gennaio) per presentare i loro rilievi alla lettera inviata, alla quale poi farà seguito un ulteriore risposta entro i primi giorni di Febbraio.

Per quanto riguarda lo specifico caso di MPS occorre ricordare che, in seguito all’AQR dello scorso Settembre, MPS ha riportato un Cet1 del 12,8% e ha spiegato, successivamente, di voler sanare il deficit di 2,1 miliardi emerso dallo stress test con un aumento di capitale da 2,5 miliardi e con altre azioni finalizzate a saldare il debito con lo Stato Italiano contratto in seguito all’assegnazione di aiuti ricevuti dalle casse pubbliche, sui quali l’istituto di credito toscano paga anche onerosi interessi.

Proprio la scelta di sanare i debiti contratti per gli aiuti di stato, con l’aumento di capitale previsto il prossimo Marzo o il prossimo Maggio, potrebbe rappresentare un valido argomento per ridimensionare le pretese della BCE relative alle necessità patrimoniali del 2015.

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