Il Veneto resta in zona gialla nonostante un Rt molto alto

Elisa Corpolongo

7 Maggio 2021 - 19:08

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Il Veneto, pur avvicinandosi pericolosamente a diventare zona arancione, resta in zona gialla. L’indice Rt della Regione Veneto è infatti a 0,96, mentre i dati sulle terapie intensive e incidenza migliorano.

Il Veneto resta in zona gialla nonostante un Rt molto alto

Il Veneto, almeno per questa settimana, si risparmia la zona arancione. L’indice Rt resta sotto all’1 (valore che avrebbe fatto scattare in automatico il passaggio in zona arancione dalla prossima settimana) e quindi, almeno fino a domenica 16 maggio, la Regione Veneto resterà in zona gialla.

Eppure nella giornata di ieri l’assessore alla Sanità della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, si era detta molto preoccupata per la situazione del Veneto visto l’indice Rt salito allo 0,96.

Nonostante l’indice Rt in salita (che tuttavia è rimasto sotto la soglia per il passaggio in arancione), ciò che sembra tendere al miglioramento è invece l’incidenza dei casi di Covid-19 nella popolazione.

L’incidenza è il parametro inerente quanti casi di Covid vengono registrati ogni centomila abitanti; in particolare, in Veneto si registrano 97 abitanti contagiati ogni centomila persone. A migliorare, poi, sono anche (e soprattutto) i dati sull’occupazione ospedaliera della terapia intensiva, pari al 15% dei contagiati.

Il Veneto verso l’arancione: Manuela Lanzarin e l’appello sul vaccino

Per adesso il rischio zona arancione è stato scampato, ma non è detto sarà così anche nel prossimo monitoraggio. Per questo, l’assessore Manuela Lanzarin ha lanciato un appello a tutte le persone con più di 60 anni di età per invitarle a vaccinarsi. La Lanzarin estende inoltre l’invito agli over 50 e anche a tutta la popolazione che man mano potrà accedere e aderire al Piano Vaccinale contro il Covid-19, giovani inclusi.

In occasione della Conferenza delle regioni, la Lanzarin ha poi riepilogato le richieste proposte per la modifica delle norme anti Covid al momento vigenti:

Abbiamo ripresentato una serie di emendamenti: posticipare di un’ora il coprifuoco e portarlo alle 23, anticipare all’1 giugno l’apertura dei parchi tematici e chiarire le regole all’interno, specificare alcune norme sugli eventi, consentire l’apertura di centri commerciali e negozi anche nei weekend.

Riapertura delle case di riposo: un “successo”, ma in zona arancione si chiude di nuovo

Il grande passo in avanti nella battaglia contro il virus - come asserisce Manuela Lanzarin - è stato quello dell’approvazione delle linee guida per la riapertura in sicurezza delle case di riposo.

Tuttavia, per una totale riapertura sarà necessario un intervento governativo: eliminare il decreto del 6 marzo che vieta le visite nelle case di riposo. Ciò che si chiede al Governo è di creare una normativa per regolare le visite. Che riguardi solo i parenti vaccinati o quelli guariti o le persone tamponate durante le 24 ore antecedenti la visita, la cosa importante è che si possa fare visita ai propri anziani.

Perché tutto continui, però, serve che l’indice Rt non continui a salire. Il rischio di una zona arancione in Veneto porterebbe a restrizioni più stringenti per spostamenti, bar e ristoranti e ogni altro tipo di attività e potrebbe inficiare perfino la riapertura delle case di riposo.

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