Veneto Banca e BpVi: tutti gli ostacoli per la fusione

Antonio Atte

7 Settembre 2016 - 16:30

Veneto Banca e BpVi: tutti gli ostacoli per la fusione tra i due istituti del Nord Est. Quaestio Sgr intanto non commenta la notizia di un’offerta da 1 mld da parte dei fondi USA.

Veneto Banca e BpVi: tutti gli ostacoli per la fusione

Sia Veneto Banca che BpVi vedono una fusione all’orizzonte. Ma con tempi e secondo modalità diverse. Se i vertici della Popolare di Vicenza, infatti, spingono per una fusione in tempi brevi, Montebelluna al momento frena e suggerisce di procedere con più calma.

Il presidente di BpVi, Gianni Mion, parlando dell’ipotesi di una aggregazione tra i due istituti del Nord Est, ha spiegato che “se le due banche si fossero fuse prima avrebbero dovuto affrontare meno problemi”.

L’omologo di Veneto Banca, Beniamino Anselmi, invece predica prudenza e afferma che “come in tutti i matrimoni, prima di sposarsi, bisogna fidanzarsi”. Secondo il presidente di Veneto Banca “prima bisogna pensare alle sinergie a favore del territorio. Non escludiamo nulla, ma l’operazione di fusione è molto complessa”.

Montebelluna dunque non chiude all’ipotesi di una fusione, ma preferisce andarci cauta.

Veneto Banca e BpVi: l’offerta da 1 mld dei fondi USA

Il primo settembre la Quaestio Sgr di Alessandro Penati, la società che gestisce il Fondo Atlante (azionista quasi unico sia di Veneto Banca che di BpVi), stando a quanto riportato da alcune testate, avrebbe ricevuto un’offerta da un miliardo di euro da parte di quattro fondi americani (Atlas, Baupost, Centerbridge e Warburg Pincus), intenzionati a finanziare il piano di rilancio dei due istituti veneti in vista di una futura aggregazione.

Anselmi rivela però di non essere a conoscenza di questa offerta e rimane concentrato sul piano di rilancio di Montebelluna, che consiste “in un severo taglio dei costi e nella motivazione del personale. In interventi organizzativi sempre all’insegna della sobrietà”.

Ieri il cda di Veneto Banca ha fatto il punto della situazione sulla complessa operazione di pulizia dei crediti deteriorati, con la presenza di alcuni rappresentanti della Banca Centrale Europea, giunti a Montebelluna per concordare i prossimi passi.

Nonostante la Quaestio Sgr non abbia smentito (ma nemmeno confermato) la notizia di un’offerta da parte dei quattro fondi USA, il mercato sembra comunque puntare poco su questa possibilità.

Veneto Banca e BpVi: tutti gli ostacoli per la fusione

Prima di una eventuale fusione, infatti, i due istituti devono risolvere il problema dei crediti deteriorati (che per Veneto Banca ammontano a 1,7 miliardi netti) e affrontare i dossier relativi alle richieste di risarcimento e alle azioni di responsabilità nei confronti dei vecchi vertici.

Il miliardo offerto dai fondi, inoltre, rappresenta una cifra di gran lunga inferiore rispetto all’impegno profuso dal Fondo Atlante nella ricapitalizzazione di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza (circa 2,5 miliardi in tutto).

Veneto Banca e BpVi: la fusione non piace ai sindacati

La prospettiva di una fusione tra le due banche non piace inoltre ai sindacati. Per Massimo Masi, segretario generale Uilca, l’aggregazione

“creerebbe una macelleria sociale tra i dipendenti, a causa della sovrapposizione delle filiali e dell’eventuale sommatoria delle due direzioni generali, ma anche una perdita economica verso la clientela, in quanto i finanziamenti alle imprese potrebbero diminuire rispetto alle attuali somme affidate”.

Secondo Masi “sarebbe più opportuno procedere sulla strada del risanamento delle due banche venete, per poi aggregarsi eventualmente e successivamente con banche più solide e con un progetto industriale già definito”.

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