Vendete tutto e subito, nuovo crollo dei mercati in arrivo - RBS

Flavia Provenzani

13/01/2016

Nuovo crollo del mercato azionario e del petrolio in arrivo. La Royal Bank of Scotland (RBS) avverte: “Vendete tutto e subito, rifugio nelle obbligazioni”.

Vendete tutto e subito, nuovo crollo dei mercati in arrivo - RBS

La Royal Bank of Scotland avverte di un nuovo cataclisma imminente, un crollo profondo del mercato azionario e dei prezzi del petrolio, e consiglia ai propri clienti di rifugiarsi nell’investimento sul mercato obbligazionario.

Il mercato azionario si è già mostrato sotto pressione all’inizio del 2016, ed ora la RBS (Royal Bank of Scotland) conferma: durante l’anno appena iniziato gli investitori dovranno affrontare un “anno catastrofico” dove il mercato azionario potrebbe crollare del 20% e il prezzo del petrolio potrebbe arrivare a 16 dollari al barile.

Vende tutto, crollo del 20% in arrivo

È questa la nuova previsione condivisa dagli economisti della RBS.
In una nota ai suoi clienti la RSB scrive:

«Vendete tutto, tranne le obbligazioni di alta qualità. È questione di ritorno di capitale o non ritorno di capitale. In una sala affollata, le porte di uscita sono molto piccole.»

La banca ha poi aggiunto che la situazione attuale ricorda molto quella del 2008, come sottolineato dall’investitore miliardario George Soros la scorsa settimana.
Anni fa il fallimento della banca d’affari Lehman Brothers ha portato ad una crisi finanziaria globale; questa volta sarà la Cina ad essere il fattore chiave che scatenerà un sell-off di portata ben più grande di quella attuale.

Crollo dei mercati imminente: a rischio mercato azionario e petrolio

I mercati azionari sono già sotto una pressione preoccupante nel 2016.
Anche i prezzi del petrolio sono scesi bruscamente sulla paura di un calo della domanda e sull’eccesso di offerta, specialmente con l’Iran che nei prossimi mesi potrebbe rientrare sul mercato grazie al termine delle sanzioni internazionali.

Le tensioni tra Iran e Arabia Saudita, inoltre, hanno reso ancora più improbabile che l’OPEC accetti di tagliare la produzione di petrolio per tamponare il crollo dei prezzi.

Le cause del crollo dei mercati

Gli investitori continuano ad essere spaventati dal forte rallentamento dell’economia cinese e dalla svalutazione dello yuan, oltre che dal crollo del mercato azionario del Paese nonostante i tentativi delle autorità cinesi per arginare il sell-off.

Andrew Roberts, credit chief alla RBS, ha dichiarato:

«La Cina ha scatenato una correzione importante e sta diventando una palla di neve. Le azioni e il mercato del credito sono diventati molto pericolosi, e abbiamo appena iniziato a ritracciare dagli ultimi due anni (in cui l’economia è sembrata, solo apparentemente, crescere, ndr)».

I mercati sono sostenuti da tempo dai bassi tassi di interesse, le misure di stimolo da parte delle banche centrali, tra cui il quantitative easing, e le speranze per una ripresa economica. Ma con la Federal Reserve che è entrata in un processo di rialzo dei tassi e la Banca d’Inghilterra che ne potrebbe seguire presto l’esempio, questi elementi stanno scemando.

Roberts ha aggiunto che i mercati europei e quelli degli Stati Uniti potrebbero perdere tra il 10% e il 20%. L’indice inglese FTSE 100 è particolarmente a rischio, a causa della predominanza delle aziende legate alle materie prime.

"Londra è vulnerabile a uno shock negativo. Tutte coloro che sono long sulle aziende legate al petrolio e alle materie prime pensando che i dividendi sono sicuri stanno per scoprire che non lo sono affatto”.

RBS non è l’unica ad aver avvertito di un crollo dei mercati molto più grave di quello in atto in questi giorni. Gli analisti di JP Morgan, ad esempio, hanno già consigliato ai clienti di vendere le azioni su qualsiasi rimbalzo del mercato.