Vaccino obbligatorio solo per alcune categorie di lavoratori: chi è a rischio

Andrea Pastore

19 Novembre 2021 - 23:05

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Nei palazzi del governo spunta l’ipotesi vaccino obbligatorio per alcune categorie di lavoratori. Cosa è stato detto?

Vaccino obbligatorio solo per alcune categorie di lavoratori: chi è a rischio

La pandemia ha ripreso a correre in tutta Europa. Ora come ora, però, l’Italia sembra reggere all’urto della quarta ondata.

Tuttavia, c’è chi, come in Austria, sta pensando di introdurre la vaccinazione obbligatoria, ma non per tutti, bensì per alcune categorie di lavoratori a rischio.

Nel frattempo di prendere tale decisione, il governo potrebbe diminuire l’estensione temporale del green pass, passando dai 12 a 9 mesi di validità per la certificazione verde.

Inoltre, è stato varato il provvedimento che dà avvio alla terza dose di vaccino da lunedì: gli over 40 potranno quindi prenotare la terza dose de vaccino.

Il governo valuta l’obbligo vaccinale

Come abbiamo già detto, sarà l’Austria a varare l’obbligo vaccinale generalizzato dal primo febbraio 2021 con tanto di lockdown generale a partire da lunedì. Anche in Micronesia e in Turkmenistan è stata resa obbligatoria la vaccinazione per tutti i cittadini dai 18 anni in su.

Per quanto riguarda l’Italia, alcune indiscrezioni trapelano dai palazzi del potere. Sandra Zampa, consulente del ministro Speranza e responsabile Salute del Partito Democratico, già sottosegretaria nel governo Conte 2, è intervenuta questa sera a Otto e mezzo su La7.

La Zampa ha dichiarato che non è mai stata esclusa dal governo la possibilità di prevedere l’obbligo vaccinale per la totalità della popolazione. Di fatti già esiste per alcune categorie di lavoratori, per esempio per i dipendenti del settore sanitario.

Molti che fanno parte dell’expertise sanitaria, come ad esempio Locatelli, hanno detto che è possibile considerare l’obbligo vaccinale per quelle categorie di lavoratori che stanno a più stretto contatto con il pubblico.

Se si parla di categorie a contatto con il pubblico ci si riferisce prima di tutto al mondo della scuola, alle forze dell’ordine, ai dipendenti della Pubblica amministrazione. Queste quindi le categorie più a rischio.

I numeri dei vaccini in Italia

L’Italia è una delle nazioni più virtuose sotto il punto di vista della campagna di vaccinazione: i dati parlano chiaro.

La percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è del 73,8% sul totale, compresa la popolazione under 12.

Per quanto riguarda il numero di somministrazioni totali, sono 99 milioni le dosi inoculate. Ciò significa che 44 milioni di persone hanno completato la vaccinazione.

Per quanto riguarda le persone con solo una dose di vaccino arriviamo a quota 46 milioni circa. Il richiamo per quanto riguarda chi aveva già completato il ciclo - la c.d. dose booster - è stato effettuato da 3 milioni di persone.

La maggior parte dei vaccini inoculati sono Pfizer: su 99 milioni di dosi 71 milioni sono state prodotte dalla Pfizer.

In confronto alla media europea, questa volta, possiamo dire di aver raggiunto un ottimo risultato per quanto riguarda la campagna vaccinale; ma la pandemia non è ancora finita.

La somministrazione della terza dose per tutti partirà probabilmente verso febbraio del prossimo anno, è necessaria la collaborazione di tutti per poter uscirne il più illesi possibile.

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