Vaccino Johnson & Johnson: efficacia, come funziona ed effetti collaterali

Martino Grassi

21 Aprile 2021 - 12:06

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Come funziona il vaccino di Johnson & Johnson e quanto è efficace? Ecco tutto quello che c’è da sapere sul candidato monodose approvato dall’Aifa.

Vaccino Johnson & Johnson: efficacia, come funziona ed effetti collaterali

Come funziona il vaccino di Johnson & Johnson e quanto è efficace? Al momento la campagna di vaccinazione in Italia prosegue con alti e bassi, anche se l’obiettivo delle 500mila somministrazioni al giorno che si è prefissato il generale Figliuolo sembra essere ancora lontano.

Fino a poche settimane fa l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) aveva approvato all’uso di emergenza solamente 3 tipi di vaccini: quello di Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Adesso a questi si aggiungerà anche il candidato di Johnson & Johnson, un vaccino che si può conservare a temperature di frigorifero e che necessita di una sola dose.

L’arrivo del vaccino Janssen (la divisione farmaceutica di Johnson & Johnson) potrebbe imprimere una forte accelerazione alla campagna vaccinale a partire dalla seconda metà del mese di aprile: le sue caratteristiche, infatti, lo rendono particolarmente adatto alla somministrazione da parte dei medici di famiglia. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo antidoto.

Come funziona il vaccino di Johnson & Johnson?

Come ormai è risaputo il coronavirus utilizza delle particolari proteine presenti sulla sua membrana per entrare all’interno delle cellule umane, chiamata proteine Spike. Il vaccino di Johnson & Johnson è in grado di fornire le istruzioni genetiche del virus per la costruzione della proteina Spike.

Tuttavia, a differenza dei vaccini a mRNA come quelli di Pfizer e Moderna che utilizzano un singolo filamento, questo si avvale di un doppio filamento di DNA. In sostanza, gli scienziati hanno aggiunto il gene della proteina Spike in un altro virus, chiamato adenovirus 26, responsabile di patologie simil influenzali come il raffreddore. Questo patogeno è stato inattivato, e dunque non è in grado di replicarsi all’interno dell’organismo e causare le malattie.

Il vaccino di Johnson & Johnson può essere conservato per un massimo di tre mesi ad una temperatura compresa tra i 2 e gli 8 °C.

Vaccino Johnson & Johnson: quali sono gli effetti collaterli?

Ma quali sono gli effetti collaterali più comuni del vaccino di Johnson & Johnson? In un primo momento questo candidato sembra essere uno dei migliori sotto questo aspetto, ma dopo la sospensione da parte dell FDA, avvenuta lo scorso 13 aprile, in seguito a dei casi sospetti di trombosi, anche l’Europa ha deciso di interrompere momentaneamente la distribuzione di questo antidoto.

Anche l’EMA ha avviato delle indagini ha riguardo ed ha concluso che vi è un “un possibile collegamento del vaccino J&J a casi molto rari di coaguli di sangue insoliti, con piastrine basse”, ma in ogni caso i benefici restano superiore ai rischi, dando quindi il via libera alla somministrazione. In Italia le autorità hanno deciso che questo vaccino dovrà essere somministrato solamente agli over 60.

Le autorità hanno comunque fatto sapere che sarà necessario contattare il medico nel caso in cui, dopo la somministrazione del vaccino, si sperimenti fiato corto, dolore al petto, gonfiore alle gambe, persistente dolore addominale (pancia), sintomi neurologici, come mal di testa grave e persistente o visione offuscata, nelle tre settimane successive.

Per quanto riguarda gli effetti collaterali comuni, anche il vaccino di Johnson & Johnson potrebbe causare dei sintomi simili a tutti gli altri antidoti, ossia:

  • mal di testa;
  • nausea;
  • dolori muscolari;
  • dolore nel punto in cui viene eseguita l’iniezione;
  • sensazione di estrema stanchezza.

Quanto è efficace?

Il vaccino di Johnson & Johnson potrebbe rappresentare la svolta nella campagna di vaccinazione. Questo antidoto è ben tollerato e ha dimostrato una riduzione del 67% della malattia sintomatica da Covid-19. I dati hanno anche dimostrato che il vaccino è risultato efficace all’85% nel prevenire le forme gravi di malattia. Sebbene non abbia dei valori elevati come quello di Pfizer, che raggiunge il 95%, questo candidato ha altri due assi nella manica.

Il primo riguarda la sua temperatura di conservazione, molto più accessibile rispetto a quello di Pfizer, il secondo è che non necessita di una seconda dose, e dunque per ottenere l’immunità sarà sufficiente effettuare una sola iniezione.

Quando arriva in Italia

Le 184 mila dosi di vaccino Janssen (Johnson & Johnson) immagazzinate presso l’hub nazionale vaccini della Difesa di Pratica di Mare verranno distribuite a partire da mercoledì 21 aprile. È quanto ha fatto sapere il Commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, dopo un consulto con il ministro della Salute, Roberto Speranza. La decisione è stata presa in seguito alla comunicazione dell’Agenzia Italiana per il Farmaco, che ha dato via libera all’uso del vaccino dopo la sospensione precauzionale.

Entro la fine del 2021 dovrebbero arrivare in Europa circa 200 milioni di dosi del vaccino di Johnson & Johnson, che saranno equamente distribuite tra gli Stati membri. In Italia, dopo la prima consegna, dovrebbero arrivare nel nostro Paese altre 7,3 milioni di dosi nel secondo trimestre, 15,9 milioni di dosi nel terzo trimestre e 3,3 milioni nel quarto, per un totale di 26,5 milioni di dosi entro il 2021

Il più efficace contro la variante sudafricana

Un altro dato molto confortante del vaccino di Johnson & Johnson è la sua efficacia contro la variante sudafricana, una delle più temute anche nel nostro Paese a causa della sua maggiore capacità di sfuggire al sistema immunitario.

Al momento pare che questo antidoto abbia un’efficacia complessiva del 64% in Sud Africa, superiore rispetto ai dati precedenti rilasciati dalla casa farmaceutica e dell’82% contro le forme di malattia grave. Si tratta del migliore vaccino sul mercato, poiché quello di Novavax in Sudafrica ha mostrato di avere un’efficacia del 49% in Sudafrica, mentre quello di AstraZeneca ha avuto una percentuale talmente bassa che il governo del Paese ha deciso di interrompere la somministrazione.

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