Vaccino Covid dal medico di base: come funziona, chi può farlo e costi

Fiammetta Rubini

17 Marzo 2021 - 11:33

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Medici di famiglia coinvolti nella campagna vaccinale anti Covid. Somministrazione in studio, a domicilio o nei centri vaccini. Ecco come funziona e a chi è rivolto il servizio.

Vaccino Covid dal medico di base: come funziona, chi può farlo e costi

Vaccino Covid dal medico di base: dopo un lungo tira e molla, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra i medici di medicina generale, Governo e Regioni per le vaccinazioni da Covid-19.

Per effettuare il vaccino il medico di famiglia riceve un compenso che oscilla tra i 6,16 euro per la somministrazione della dose nei locali messi a disposizione dalle aziende sanitarie locali e i 25 euro lordi per il vaccino a domicilio. La quota per l’iniezione nello studio medico è di 10 euro. Le risorse destinate al coinvolgimento dei medici di medicina generale nella campagna vaccinale anti Covid sono a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

Ad ogni medico sarà fornito un approvvigionamento di dosi che “gli garantirà di rispettare i tempi organizzativi verso i propri assistiti e l’aggiornamento dell’anagrafe vaccinale”.

Il documento chiarisce che saranno gli accordi regionali a individuare la platea di soggetti da sottoporre a vaccino da parte dei medici di base, a seconda della fascia d’età, presenza di patologie o altre situazioni di cronicità. Si partirà con il vaccino AstraZeneca.

Vaccino Covid dal medico di base: dove si fa e come funziona

Il vaccino per il Covid-19 dal medico di base può essere effettuato:

  • presso lo studio medico
  • a domicilio
  • presso i locali messi a disposizione dalle aziende sanitarie

Il vaccino sarà gratuito per il paziente poiché a carico del Sistema Sanitario: è arrivato l’impegno del Governo ad adottare i necessari provvedimenti di urgenza per lo stanziamento delle risorse aggiuntive per questa novità.

Per l’impiego dei medici di base nella campagna vaccini sarà utilizzata una piattaforma di registrazione delle vaccinazioni effettuate a livello regionale, che sarà a sua volta trasferita nei dati nazionali. Le regole, come l’obbligo di dotazione specifica dello studio medico, saranno le stesse previste per i programmi di vaccinazione antinfluenzale.

Sarà compito dei medici di base trasmettere immediatamente alla regione di riferimento i dati dei vaccinati, in modalità telematica, secondo le indicazioni tecniche fornite dalla regione o P.A..

Tempi e logistica sono in via di definizione. Per il presidente della Conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini si tratta di una cornice nazionale che deve essere coniugata “a livello regionale sia in base alle fasce della popolazione da vaccinare che alla definita logistica di conservazione dei vaccini”. Di recente, Pfizer e Moderna hanno fatto sapere che le loro dosi potranno essere conservate a temperature meno estreme.

Vaccino Covid dal medico di base nel Lazio

Nel Lazio il piano vaccini anti-Covid presso gli studi dei medici di famiglia prevede di iniziare da chi è nato nel 1966 e 1967. Si comincia quindi dai 54enni e 55enni, ultima fascia d’età a cui è destinato il vaccino AstraZeneca; ad aprile sarà il turno dei 53enni e 52enni e così via, per scendere fino alla fascia 18 anni. Il calendario potrebbe essere modificato con l’arrivo di altri vaccini approvati, come quello di J&J.

Il vaccino funzionerà a chiamata: saranno i medici di famiglia a contattare telefonicamente i loro assistiti che rientrano nella fascia d’età a cui tocca. Come spiegato dal vice segretario nazionale della Fimmg, “una volta esclusi gli insegnanti e le forze dell’ordine che avranno un’altra campagna dedicata, chiameremo in ordine d’età”. Chi non dovesse rispondere al telefono, può richiamare il proprio medico e ottenere tutte le informazioni. Il vaccino, ricordiamo, non è obbligatorio e, se chiamati, ci si può anche rifiutare di farlo.

L’accordo tra Regione Lazio e MMG sulla vaccinazione Covid dai medici di base prevede il coinvolgimento degli stessi sia per la vaccinazione dei gruppi target che ricevono il vaccino AstraZeneca sia per i soggetti estremamente vulnerabili che accedono al vaccino con priorità secondo il nuovo piano vaccini.

Al fine di facilitare il compito nella identificazione dei soggetti che hanno diritto al vaccino la Regione mette a disposizione delle ASL e dei singoli medici l’elenco dei loro assistiti con le caratteristiche di estrema vulnerabilità, a cui il medico potrà aggiungere altri pazienti in base a una sua valutazione clinica. Questi pazienti verranno vaccinati con farmaci a mRNA (Pfizer e Moderna).

I medici che non hanno potuto essere vaccinati per motivi di salute o che per motivi organizzativi non sono in grado di assicurare il vaccino possono delegare un collega, preferibilmente della UCP di appartenenza, a cui verrà riconosciuta oltre alla remunerazione prevista per le prestazioni effettuate presso lo studio o il domicilio anche il contributo straordinario per la funzione organizzativa connessa al vaccino anti Covid.

I medici dovranno predisporre gli elenchi degli assistiti, compresa la valutazione della eventuale anamnesi di reazioni allergiche a farmaci e, previo accordo con le Asl di riferimento, potranno rendersi disponibili per vaccinare anche pazienti in carico ad altri medici di base che non possono/vogliono vaccinare direttamente o non abbiano ancora formalmente delegato altri professionisti. Si può fare il vaccino anche dai medici della Guardia Medica o Medicina dei Servizi che intendano aderire alla campagna vaccinale.

Vaccino Covid dal medico di base Campania

In Campania l’accordo tra medici di base e Regione prevede che spetti ai medici segnalare alle Asl gli elenchi dei pazienti fragili e queste debbano a loro volta precaricare nominativi e anagrafiche dei candidati sul portale. Solo dopo il precaricamento dei dati si potrà procedere con le prenotazioni del vaccino. Ogni medico avrà in media 20 pazienti estremamente fragili da vaccinare in questa fase della campagna.

Vaccino Covid dal medico di base Liguria

In Liguria i medici di base sono scesi in campo per inoculare il vaccino anti-Covid dal 15 marzo. Si serviranno di 20 centri allestiti in tutta la Regione e attivi dal lunedì al venerdì. Il vaccino fatto dal medico di base sarà quello AstraZeneca e rivolte alle seguenti categorie: personale della scuola docente e non docente, polizia locale, volontari della Protezione Civile, vigili del fuoco, pazienti fragili che si sono prenotati tramite il medico curante. Se tutto va secondo i piani, in Liguria i vaccini fatti dai medici di famiglia saranno circa 2000. Vengono pagati circa 6,15 euro a somministrazione.

Vaccino Covid dal medico di base Veneto

L’accordo che la Regione Veneto ha stipulato con i medici di medicina generale per il vaccino anti-Covid prevede tre modalità di somministrazione:

- a domicilio (6,16 euro per ogni somministrazione e 18,90 euro per ogni accesso domiciliare)
- in ambulatorio (6,16 euro per ogni dose e 2,50 euro per ogni assistito in carico)
- nei centri vaccinali messi a disposizione delle Ulss (6,16 euro per ogni vaccino effettuato)

La Regione ha stanziato 27 milioni di euro per il coinvolgimento dei medici di famiglia nella campagna vaccinale. Al momento i medici di base somministreranno il vaccino AstraZeneca, ma non si esclude che possano usare anche vaccini Pfizer.

Quante dosi al medico di base

Il Protocollo prevede che l’approvvigionamento delle dosi di vaccino per ciascun medico di medicina generale avvenga in tempi certi e in quantità tali da consentire ad ogni medico la possibilità di garantire a tutti i propri assistiti che ne facciano richiesta la somministrazione del vaccino.

La regione fornirà i vaccini e i materiali ausiliari secondo le modalità individuate a livello regionale, tenuto conto anche degli ordinari canali di gestione vaccinale e della popolazione che i medici di base dovranno vaccinare in funzione dei piani regionali di vaccinazione, delle caratteristiche di conservazione dei singoli vaccini e della disponibilità di strumenti di conservazione e trasporto. Se dovessero insorgere difficoltà logistiche per la distribuzione dei vaccini agli studi dei medici di famiglia, il Commissario, su richiesta delle Regioni e d’accordo con il Ministero della Salute, potrà valutare altri tipi di interventi sussidiari per risolvere le criticità.

Qualora il medico non fosse in grado di somministrare il vaccino a causa di scarsità di dosi o mancata consegna, non si tratterà di omissione né giustificherebbe l’attivazione di procedura di contestazione disciplinare.

Quanto costa e chi paga

Il finanziamento delle prestazioni aggiuntive, tra cui rientrano le vaccinazioni non obbligatorie, è a carico di quota parte del fondo sanitario nazionale. Pertanto, il coinvolgimento dei medici di medicina generale nella campagna vaccinale anti Covid-19 rende necessario un finanziamento aggiuntivo.

Secondo il vigente ACN 23 marzo 2005 e smi, per ogni vaccino non obbligatorio inoculato il medico riceve 6,16 euro. Nel caso del vaccino contro il Covid, però, il Governo dovrebbe mettere in campo un provvedimento di urgenza per lo stanziamento delle risorse che prevedrà un riconoscimento di circa 10 euro a dose se somministrata negli studi, e fino a 28 euro se la somministrazione è fuori.

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