Vaccino Covid: ecco perché (e quando) va fatta la terza dose

Giorgia Bonamoneta

11/12/2021

11/12/2021 - 15:10

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Prosegue la nuova fase della campagna di vaccinazione con la somministrazione della terza dose del vaccino Covid. Ma perché fare la terza dose e quando? Cerchiamo di rispondere a queste due domande.

Vaccino Covid: ecco perché (e quando) va fatta la terza dose

Ci sono ancora dubbi sul fare o non fare la terza dose del vaccino contro il Covid-19, ma gli esperti rassicurano: non ci sono motivi per non farla.

La campagna di vaccinazione ha iniziato una nuova fase, quella relativa alla cosiddetta terza dose. I numeri relativi alle prenotazioni sono incoraggianti, tanto che è scattato l’allarme per l’esaurimento delle dosi del vaccino Pzifer/BioNtech e il conseguente rallentamento nella somministrazione.

Cerchiamo di rispondere alla domanda perché fare la terza dose e quando fare la terza dose. La prima domanda può non essere così semplice e la seconda presenta il (non) problema dell’esaurimento delle scorte.

Vaccino Covid: perché fare la terza dose

Rispondere alla domanda perché fare la terza dose del vaccino anti Covid-19 potrebbe essere semplice. Infatti basterebbe dire che la terza dose serve a garantire la protezione contro il virus Sars-CoV-2. Due dosi non bastano. Da tempo sappiamo che la copertura del vaccino contro il Covid cala dopo alcuni mesi (6 mesi).

Proprio per impedire che la copertura si abbassi tanto da aumentare i rischi di contagio per l’individuo e la comunità, non si devono attendere più 6 mesi per prenotare la terza dose. Dal 1° dicembre tutta la popolazione over 18 ha la possibilità di prenotare la cosiddetta terza dose (dose booster), se ha ricevuto la seconda dose da almeno 5 mesi.

Il ragionamento dietro questo sistema è non tanto il recupero dell’efficacia, ma l’aumento della protezione. Lo ha spiegato il virologo Fabrizio Ernesto Pregliasco: “Con la terza dose, i primi risultati ci dicono che si avranno esiti migliori. Non si recupereranno le difese rimaste dal primo ciclo di vaccinazione, ma si aumenterà ancora di più la protezione”.

Vaccino Covid: i dubbi sulla terza dose

Il termine “terza dose” è sicuramente più semplice da comprendere, ma fuorviante. Infatti andrebbe fatta una divisione tra chi ha bisogno di una dose addizionale e chi di una dose booster. Una differenza che dovrebbe essere compresa il prima possibile, per evitare futuri scontri su quelle che saranno quarta, quinta, sesta dose etc.

Non è una novità: il Covid-19 rimarrà con noi (endemico) e ogni anno, in particolare in inverno, sarà necessario proteggersi da questo. Parlare di “terza dose” o di “ciclo completo” alza un muro davanti alle prospettive future.

La dose addizionale, per spiegarla usando le parole che il Ministero della Salute ha usato nella circolare del 14 settembre 2021, è: una dose aggiuntiva per completare il ciclo vaccinale primario, per raggiungere un livello adeguato di risposta immunitaria in pazienti in condizioni di immunosopressione, ovvero le cosiddette categorie fragili.

La dose di richiamo (booster) è invece la dose di vaccino somministrata quando la copertura anticorpale inizia a calare o è insufficiente.

Vaccino Covid: quando e dove fare la terza dose

Il dibattito sulla “terza dose” ha portato a risultati soddisfacenti, tanto che i dati di somministrazione di questa settimana (6-12 dicembre) sono stati i più alti da questa estate, con anche 400 mila somministrazioni al giorno. Complice sicuramente anche l’introduzione del green pass rafforzato ( o “super green pass”).

Il rischio è quindi il contrario di quello prospettato, non l’assenza di vaccinati, ma un numero di prenotazioni maggiore rispetto a quello che i centri di vaccinazione potrebbero riuscire a gestire. Al momento infatti le dosi di Pfizer, le più richieste, sono in esaurimento. Mentre le dosi di Moderna rischiano di rimanere nei frigoriferi.

Dal 1° dicembre è possibile prenotare, dai 18 anni in su, la terza dose del vaccino contro il Covid-19. Per le dosi di Moderna il tempo di attesa è molto basso, appena qualche giorno, mentre per Pfizer si rischia di attendere anche fino a un mese e mezzo. Ricordiamo però che la vaccinazione eterologa, quindi due vaccini diversi, è considerata sicura ed è consigliata per una maggiore copertura. Quindi il problema delle dosi in esaurimento è un non-problema, ma in ogni caso verso la fine di dicembre arriveranno in Italia 10 milioni di dosi del vaccino Pfizer.

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