Vaccino AstraZeneca è sicuro? Cosa sta succedendo dopo 5 morti sospette in Italia

Alessandro Cipolla

12/03/2021

15/04/2021 - 11:31

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Bufera sul vaccino di AstraZeneca dopo cinque morti sospette in Italia dove è stato sequestrato un intero lotto, mentre diversi Paesi hanno sospeso la somministrazione del siero di Oxford: l’Europa e gli esperti rassicurano, con l’Iss e cinque Procure che vogliono vederci chiaro.

Vaccino AstraZeneca è sicuro? Cosa sta succedendo dopo 5 morti sospette in Italia

Il vaccino AstraZeneca è sicuro? Questa è la domanda che serpeggia dopo lo stop alla somministrazione in alcuni Paesi europei e le cinque morti sospette avvenute in Italia che hanno fatto scattare l’allarme.

Nel nostro Paese è stato ritirato il lotto ABV2856, con cinque Procure che stanno indagando su altrettanti decessi avvenuti dopo l’inoculazione del vaccino anti-Covid di AstraZeneca, mentre l’Iss sta analizzando le dosi incriminate.

Al tempo stesso in Danimarca, Norvegia e Islanda sono state sospese le somministrazioni del vaccino di AstraZeneca. Austria, Estonia, Lituania, Lettonia e Lussemburgo hanno invece come da noi stoppato un intero lotto, con Vienna in particolare che sta cercando di capire le cause della morte di una donna avvenuta dopo la prima dose del siero di Oxford.

Sia dall’Aifa che dall’Europa sono arrivate comunque una serie di rassicurazioni sulla sicurezza del vaccino anti-Covid di AstraZeneca, con Mario Draghi che ha telefonato alla presidente Ursula von der Leyen la quale ha escluso che ci possa essere un nesso tra le trombosi e le somministrazioni.

Vaccino AstraZeneca, le morti sospette in Italia

Sono cinque i decessi avvenuti in Italia dopo la somministrazione del vaccino di AstraZeneca nel mirino di altrettante Procure, con l’Iss che sta analizzando le dosi del lotto ABV2856 dopo la morte di Stefano Paternò.

Il sottufficiale della Marina è deceduto a 43 anni poche ore dopo la somministrazione del vaccino a causa di un arresto cardiaco. La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta che al momento vede dieci persone indagate per omicidio colposo: da AstraZeneca fino al personale dell’ospedale militare dove è stata fatta la somministrazione.

Davide Villa, 50enne agente della squadra mobile di Catania, è morto a causa di una trombosi dodici giorni dopo aver ricevuto una dose del vaccino appartenente sempre al lotto ABV2856. Su di lui sta indagando la Procura della città etnea.

Sempre in Sicilia questa volta è la Procura di Trapani che vuole capire le cause della morte di Giuseppe Maniscalco, un maresciallo dei carabinieri di 54 anni che ha avuto un infarto due giorni dopo la somministrazione del vaccino appartenente sempre al lotto incriminato. L’autopsia però sembrerebbe scongiurare un nesso, ma gli inquirenti vogliono comunque andare fino in fondo.

La Procura di Nola ha messo nel mirino il decesso di Vincenzo Russo, un collaboratore scolastico di 58 anni morto dopo tre giorni dalla somministrazione del vaccino di AstraZeneca, con l’uomo che già in passato aveva avuto dei problemi cardiovascolari.

A Napoli invece non ci sarebbe un nesso tra la morte dell’insegnante Annamaria Mantile e l’aver ricevuto il vaccino di AstraZeneca tre giorni prima. Questi due casi in Campania c’è da dire che non sono legati al lotto ABV2856.

L’Iss ora sta analizzando le rimanenti dosi messe sotto sequestro, per capire se ci possa essere stato un problema di cattiva conservazione oppure un errore durante la somministrazione del siero.

Le rassicurazioni

Dobbiamo continuare a credere nel valore di questi vaccini, il rapporto tra il beneficio e il rischio resta notevole. Bisogna considerare questi eventi con molta tranquillità, il preparato di AstraZeneca è capace di prevenire la malattia e gli effetti”.

Queste sono le parole di Nicola Magrini, numero uno dell’Aifa (la nostra Agenzia del farmaco) che comunque rimane in attesa di raccogliere ulteriori elementi dopo che verranno effettuate le autopsie.

Prudenza quindi con il ritiro del lotto ABV2856 ma anche fiducia nel vaccino di AstraZeneca, con l’Aifa che comunque è in costante contatto con l’Ema che sta monitorando la situazione a livello europeo.

Finora nei Paesi dell’UE sono stati segnalati 30 casi di trombosi su un totale di 5 milioni di persone che hanno ricevuto il vaccino di AstraZeneca. La stessa azienda anglo-svedese ha assicurato che su “oltre 10 milioni di somministrazioni non è emerso alcuna prova dell’aumento del rischio di embolia polmonare o trombosi venosa profonda”.

L’attenzione comunque resta alta, visto che nel mirino c’è anche il lotto ABV5300 che è stato ritirato in Austria, dove si sta indagando sulla morte di una donna e sul ricovero per una embolia polmonare di una seconda persona.

In questo scenario, viene descritto come preoccupato Mario Draghi che, dopo aver ricevuto rassicurazioni da Ursula von der Leyen, teme che questa vicenda possa diffondere il panico tra i cittadini rendendo così più difficoltosa la campagna vaccinale.

Finora in Italia sono state consegnate 1,5 milioni di dosi del vaccino di AstraZeneca, molte delle quali comunque ancora inutilizzate, mentre nel secondo trimestre del 2021 sono in arrivo altre 10 milioni di dosi.

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