Vaccino a domicilio over 80: come funziona, chi può richiederlo e in quali regioni

Martino Grassi

9 Marzo 2021 - 11:21

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Al via anche la somministrazione a domicilio del vaccino per gli over 80. Ecco come funziona e chi può richiedere l’iniezione a casa.

Vaccino a domicilio over 80: come funziona, chi può richiederlo e in quali regioni

Continua spedita la vaccinazione contro il Covid-19 in tutto il Paese. Dopo la somministrazione dell’antidoto al personale sanitario e agli ospiti delle RSA, il piano vaccini prevede la somministrazione anche alle persone over 80.

Questa categoria di persone è infatti considerata tra quelle a maggior rischio di complicanze in caso di infezione, che potrebbero portare ad un incremento dei ricoveri, tuttavia queste persone non sempre hanno la possibilità di recarsi nei punti di vaccinazione, e per questo motivo si sta organizzando un servizio di vaccinazione a domicilio. Ecco come funziona.

Vaccino a domicilio over 80: come funziona

Per garantire il vaccino anche alle persone che non riescono a spostarsi si sta organizzando il servizio a domicilio. Per aumentare l’efficienza delle vaccinazioni a casa la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (Sifo) e la Società Italiana dei Farmacisti Preparatori (Sifap) hanno elaborato delle linee guida per la preparazione e la somministrazione di questi preparati. La somministrazione, così come l’intervento del medico saranno completamente gratuite per il paziente. Ecco quali sono le principali regole:

  • La preparazione delle siringhe contenenti il vaccino di Pfizer e Moderna dovrà essere effettuata nel pieno rispetto delle istruzioni riportate sui foglietti illustrativi e sui Rcp;
  • Ogni siringa preparata dovrà essere provvista di un’etichetta in cui specificare il nome del medicinale, il numero di lotto, l’ora e la data di scadenza;
  • Ogni siringa preparata dovrà essere inserita in una busta sterile per garantirne il trasporto e dovrà essere conservata ad una temperatura compresa tra i 2 e i 25°C;
  • È necessario evitare l’esposizione alla luce solare diretta o alla luce ultravioletta.
  • La somministrazione dovrà avvenire entro le 6 ore dal prelievo della prima dose;
  • Si dovrà aver cura della siringa durante la fase di trasporto, assicurandosi che non subisca perdite o urti, inserendola negli appositi contenitori che garantiscono anche la catena del freddo.

Il medico di famiglia, le guardie mediche Usca o l’assistenza domiciliare si recherà a casa del paziente per somministrare l’antidoto e resterà con lui per i 15 minuti successivi per assicurarsi che non vi siano reazioni allergiche o di altro tipo.

Chi può richiedere il vaccino a domicilio

La campagna di vaccinazione continua a ritmo spedito in tutto il Paese, accelerando, seppur con modalità diverse da regione a regione, proprio sulle persone più anziane. Per questo motivo il governo ha intenzione di immunizzare quanto più persone possibili in breve termine, anche quelle che per motivi di salute non potranno recarsi di persona ai centri vaccinali per farsi inoculare l’antidoto. In sostanza dunque, tutte le persone allettate, con problemi di deambulazione o che non possono spostarsi potranno richiedere la somministrazione del vaccino a domicilio in modo completamente gratuito.

Questa categoria di persone infatti è ritenuta tra le più fragili e dunque è necessario offrire loro una maggiore protezione. Stando ai dati dell’istituto superiore di sanità del 27 gennaio 2021 la media dei pazienti Covid deceduti nel nostro Paese è di 81 anni. Inoltre, sempre secondo l’ISS è stata riscontrata una maggiore mortalità nel caso di compresenza di altre patologie come ad esempio l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito di tipo 2 o le cardiopatie ischemiche.

In quali Regioni in Italia si può fare?

Diverse regioni da nord a sud dello Stivale hanno già dato la loro disponibilità per effettuare le vaccinazioni a casa, tra queste la Toscana, il Lazio, l’Emilia Romagna e il Piemonte. Anche la Lombardia si sta muovendo in questa direzione, tanto che dall’assessorato al Welfare è arrivata una nota in cui viene specificato che le persone con 80 anni e più che non possono uscire di casa, perché allettate o in condizioni di grave infermità/invalidità potranno esprimere la volontà di aderire alla campagna vaccinale rivolgendosi al proprio medico di medicina generale, che resta il riferimento clinico e sanitario principale a cui rivolgersi”

Nel caso in cui i medici di famiglia non possano o non vogliano aderire all’iniziativa, sarà possibile richiedere l’intervento delle guardie mediche Usca o dell’assistenza domiciliare che garantiranno la vaccinazione alle persone che non possono spostarsi dalla propria abitazione per motivi di salute.

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