Sei grandi banche europee potrebbero annunciare a breve aumenti di capitale per andare incontro agli obiettivi stabiliti dalla BCE, tra esse figura Unicredit. Ecco la previsione del Financial Times
Entro questa settimana alcune delle più importanti banche europee saranno chiamate a decidere sul loro destino. Con ogni probabilità, sei di loro saranno costrette a varare aumenti di capitale per andare incontro alle richieste della BCE, che lo scorso novembre è diventata ufficialmente l’ente supervisore di ben 130 società attive nel settore finanziario.
Il primo istituto a muoversi in questa direzione è stato Banco Santander, che l’8 gennaio ha stabilito una ricapitalizzazione pari a 7,5 miliardi di euro, unica scelta possibile per rispondere agli obiettivi previsti da Francoforte. A questo punto, secondo il Financial Times anche altre banche potrebbero decidere di seguire la stessa strada.
Questa potrebbe essere dunque la settimana degli aumenti di capitale.
Nel frattempo, continuano a circolare i dubbi relativi alla solidità degli istituti di credito continentali e alla sostenibilità dei loro debiti.Secondo Berenberg Bank le banche dell’Eurozona «vanterebbero» allo stato attuale dei fatti un buco di capitale pari a circa 230 miliardi di euro, una cifra enorme considerando anche che gli stessi soggetti nel mese di ottobre hanno affrontato e superato gli stress test della Banca Centrale.
Il Financial Times, riporta il parere di due persone informate sui problemi di Santander. In base a quanto si legge sul giornale inglese, il passaggio dalla supervisione della Banca di Spagna a quella della Banca Centrale Europea avrebbe avuto un peso importante sull’aumento di capitale annunciato giovedì.
Nonostante i vertici di Santander abbiano più volte affermato la scarsa influenza del Single SUpervisory Mechanism sulla loro decisione, la tempistica stabilita per la collocazione dei titoli suggerisce tutt’altro.
A questo punto, sostiene il Financial Times, è probabile che la banca spagnola faccia da apripista e che nel corso di questa settimana ci siano altri, importanti annunci. Sono in particolare sei le banche che, secondo gli analisti, non possiedono attualmente un livello di capitale sufficiente. E non parliamo di piccole realtà, ma di sei tra i più grandi istituti del continente: UniCredit, BNP Paribas, Commerzbank, Deutsche Bank, Raiffeisen, Société Générale.
Anche Unicredit dunque potrebbe far parte del «gruppone» che in questi giorni è chiamato a intervenire per rispettare i nuovi obiettivi di capitale stabiliti dall’Eurotower. Secondo quanto scrive il Financial Times inoltre, la Bce sarebbe parecchio preoccupata per l’impatto di eventuali choc esterni che avrebbero la capacità di compromettere il lavoro delle banche.
I rischi più alti attualmente sono rappresentati dall’uscita dall’Euro della Grecia, dalla deflazione, dalla situazione in Russia e dal crollo del prezzo del petrolio, tutti elementi che potrebbero incidere sulla sopravvivenza degli istituti europei. Citigroup aggiunge inoltre che:
Lo scetticismo nei confronti dell’euro rimane il rischio principale in un anno di elezioni per diversi paesi", La volatilità è assicurata: gli investitori si devono preparare a un andamento da montagne russe.
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