Ungheria prepara una legge “Stop Soros”, contro migranti e ONG

L’Ungheria sta per introdurre ufficialmente una legge Stop Soros per frenare il flusso di migranti clandestini “con ogni mezzo possibile”.

Ungheria prepara una legge “Stop Soros”, contro migranti e ONG

Il parlamento ungherese è ad un passo dall’approvazione di una legge proposta per arginare il flusso di migranti illegali in massa attraverso «tutti gli strumenti possibili», compresi quelli volti a minare il sostegno da parte di organizzazioni non governative finanziate all’estero come quelle legate al miliardario George Soros.

Il pacchetto legislativo presentato durante una riunione di gabinetto nella giornata di mercoledì è stato definito una «legge stop-Soros» dal portavoce del governo Zoltan Kovacs, in riferimento al finanziere statunitense-ungherese di 87 anni da lungo tempo in lotta con il primo ministro ungherese Viktor Orbán.

«Se si scoprirà Soros impegnato in tale attività, nel senso che organizza immigrazione clandestina, allora le regole si applicheranno a lui»,

ha detto Kovacs.

Dai media ungheresi veniamo a conoscenza di tre pilastri principali della nuova legge delineati dal ministro dell’Interno Sándor Pintér:

  1. Le ONG che partecipano o sostengono l’immigrazione illegale saranno obbligate a fornire i dati sulle loro attività al governo.
  2. Le ONG interessate che ricevono denaro dall’estero devono pagare una tassa del 25%, riscossa dall’amministrazione fiscale e doganale ungherese.
  3. I cittadini stranieri e gli attivisti ungheresi che sostengono l’immigrazione clandestina di massa possono essere soggetti ad un ordine restrittivo che richiede loro di rimanere entro 5 miglia dal confine, ad eccezione di diplomatici e rappresentanti delle Nazioni Unite.

L’osservanza di queste regole, ha detto Pintér, sarà verificata dall’ufficio del pubblico ministero che, quando verrà scoperta una violazione, informerà il tribunale e proporrà una sanzione sulla quale il tribunale potrà decidere, secondo la fonte origo.hu.

Orbán contro Soros, una guerra senza fine

La legge fa seguito ad un’indagine di ottobre 2017 sul network della Open Society di Soros, nell’ambito della quale Orbán ha incaricato i suoi servizi di intelligence di mappare quelle che ha definito le reti gestite dall’impero del finanziere miliardario che hanno colpito l’Ungheria, ha riferito Bloomberg. Orbán ha inviato, inoltre, un questionario correlato alla figura di Soros a tutti gli 8 milioni di elettori ungheresi.

Trent’anni fa, Soros ha pagato ad un giovane Viktor Orbán gli studi in Gran Bretagna. E nel 2010, ancora Soros ha donato 1 milione di dollari al governo di Orbán per aiutare il Paese a riprendersi dall’incidente della fabbrica di alluminio di Ajka.

Ma il rapporto tra i due uomini, una volta così vicino, è peggiorato inesorabilmente negli ultimi sette anni, complice anche uno spostamento sempre più a destra da parte di Orbán.

Nel 2014, il leader del partito ungherese Fidesz ha dichiarato che avrebbe cercato di costruire il governo ungherese sulla base di democrazie «illiberali» come quella del presidente russo Vladimir Putin.

Di recente, Orbán ha accusato il magnate di cercare di minare i valori europei e le identità culturali promuovendo attivamente l’arrivo di un’ondata di rifugiati e richiedenti asilo provenienti da Paesi in gran parte musulmani.

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