Il Kyiv Independent, il più grande mezzo di comunicazione indipendente in lingua inglese dell’Ucraina, ha pubblicato un editoriale al vetriolo che mette in guardia da una pericolosa deriva autoritaria nel Paese, puntando il dito contro il presidente Volodymyr Zelensky.
“Una serie di eventi recenti suggerisce che la leadership ucraina stia aggirando le istituzioni democratiche e sabotando lo stato di diritto”, si legge nell’articolo, che ammonisce: l’Ucraina non deve trasformarsi in un regime simile ai suoi “vicini autoritari”. L’appello è chiaro: la comunità internazionale non può chiudere gli occhi di fronte alle crescenti criticità interne.
Il caso Shabunin: un simbolo della repressione?
Al centro della critica del Kyiv Independent c’è il trattamento riservato a Vitaliy Shabunin, il più noto attivista anti-corruzione ucraino. Shabunin, leader del Centro d’Azione Anticorruzione, è da oltre un decennio una figura chiave nella lotta per le riforme e contro la corruzione nel Paese.
Tuttavia, le autorità ucraine hanno intensificato un’indagine penale contro di lui, accusandolo di presunta evasione dal servizio militare. La settimana scorsa, secondo il giornale, la sua abitazione e il suo telefono sono stati perquisiti, un’azione che il Kyiv Independent considera un’escalation di un procedimento già controverso. L’editoriale sottolinea come le accuse contro Shabunin appaiano “gonfiate”.
L’attivista si sarebbe arruolato volontariamente allo scoppio della guerra nel 2022, pur continuando il suo lavoro contro la corruzione, trascorrendo parte del tempo a Kyiv. Negli ultimi anni, Shabunin ha criticato aspramente Zelensky e figure di spicco del governo, come il capo di gabinetto Andriy Yermak, accusando il ministero della Difesa di inefficienza nella gestione degli approvvigionamenti militari e di aver fallito nell’aumentare la produzione di armamenti. “Diventi un nemico dello Stato se denunci inefficienza e corruzione? Questo accade solo quando i leader antepongono la propria convenienza agli interessi del Paese”, scrive il Kyiv Independent, suggerendo che l’azione contro Shabunin difficilmente sarebbe stata intrapresa senza il tacito consenso di Zelensky.
Un rischio per la democrazia ucraina
L’editoriale lancia un monito: le mosse del governo non solo mettono a repentaglio il futuro democratico dell’Ucraina, ma offrono anche un “dono prezioso” ai nemici del Paese, che attendono un’eventuale frammentazione della società ucraina. Gli autori arrivano a chiedere le dimissioni di Zelensky, qualora fosse dimostrato che abbia ordinato le indagini contro Shabunin. In caso contrario, il presidente dovrebbe “esaminare attentamente” chi ha autorizzato tali azioni, poiché “questa persona non agisce nell’interesse dell’Ucraina”.
La protesta contro la persecuzione della Chiesa Ortodossa Ucraina
Le tensioni interne non si limitano al caso Shabunin. La storica ucraina Marta Havryshko, esperta di studi di genere e violenza nei conflitti, ha recentemente condiviso su X un caso che evidenzia ulteriori divisioni. La veterana di guerra e medico militare Larysa Brodetska ha annunciato di voler restituire tutte le medaglie e gli onori ricevuti durante la presidenza di Zelensky, in segno di protesta contro il decreto che ha revocato la cittadinanza al metropolita Onufriy, leader della Chiesa Ortodossa Ucraina (UOC). Brodetska ha definito Onufriy “l’uomo le cui preghiere sostengono l’intera nazione”, accusando Zelensky di “sputare in faccia a tutti gli ucraini”. Havryshko ha commentato che la “crociata” di Zelensky contro l’UOC sta lacerando la società ucraina, aggravando le tensioni in un momento critico.
Un appello alla comunità internazionale
Il Kyiv Independent conclude con un invito alla comunità internazionale a non ignorare i problemi interni dell’Ucraina, nonostante il conflitto in corso. La lotta per la democrazia e la trasparenza, incarnata da figure come Shabunin, è tanto cruciale quanto la resistenza sul campo di battaglia. La domanda resta aperta: riuscirà l’Ucraina a preservare i suoi valori democratici sotto la pressione della guerra e delle lotte di potere interne?
Sembra di no. Dopotutto la strada per arrivare a una democrazia completa è molto lunga e la corruzione rappresenta un ostacolo rilevante. L’Ucraina, definita da Freedom House un “regime ibrido” e “parzialmente libero”, ha avviato riforme dopo il 2014, ma soffre di corruzione endemica, attacchi a giornalisti, attivisti e minoranze, e risposte inadeguate delle autorità. Transparency International la indica come il paese più corrotto d’Europa (o secondo includendo la Russia), mentre il Cato Institute la paragona a regimi pseudodemocratici come Russia, Ungheria e Turchia. Reporter senza frontiere la colloca al 97° posto per libertà di stampa, con media dominati da oligarchi, rischi per i giornalisti (oltre 15 assassinati tra 2014 e 2018) e scarsa indipendenza.