(Reuters) - Intorno alle 12,45 i future sul Brent perdono 1,85 dollari a 59,21 dollari al barile dopo avere toccato un minimo di 59,02 dollari, il livello più basso da maggio 2009. Continua quindi la fase di vendite che prosegue da sei mesi con effetti disastrosi su prezzo del greggio.
Sul fronte dell’offerta il ministro dell’Energia della Russia, uno dei principali paesi produttori di petrolio al mondo, ha detto oggi che non taglierà la produzione.
A ciò si aggiungono i dati in ribasso relativi all’attività manifatturiera cinese che trascina verso il basso anche le valute dei paesi emergenti, strettamente legate al mercato cinese, per la domanda di materie prime. L’indice Pmi HSBC/Markit per la Cina - il secondo consumatore di petrolio al mondo dopo gli Usa - è sceso a dicembre per la prima volta da sette mesi e sotto 50, il livello che separa l’espansione dalla contrazione.