Tempi duri per la lira turca, una delle valute dei mercati emergenti più colpite dalle aspettative di avvio del tapering da parte della FED. Il tasso di cambio USD-TRY resta in area 1,992, ma venerdì aveva toccato un record a 1,9988 sfiorando così la soglia psicologica di 2. Nell’ultimo mese la lira turca ha perso quasi il 4% sul dollaro americano, mentre è andata peggio nei confronti dell’euro. Infatti, il cross EUR-TRY è salito su livelli record a 2,6725, evidenziando un rialzo del 14% negli ultimi 4 mesi.
Il mercato per ora non apprezza le recenti mosse della Banca Centrale di Ankara, che ha deciso di alzare il tasso di interesse overnight di 50 basis point al 7,75%. La politica monetaria adottata dalla Turchia non appare molto convincente, in quanto basata finora solo su aste repo e cambi sul corridoio del tasso di interesse. La fuoriuscita di capitali esteri è rilevante, dovuta anche alle tensioni politico-sociali nell’area mediorientale.
Secondo Morgan Stanley, tra maggio e luglio la Turchia ha bruciato il 12,7% delle riserve valutarie. Timothy Ash, economista di Standard Bank, ritiene che «il mercato sta semplicemente perdendo la fiducia nella complessa politica della banca centrale». Secondo l’esperto, a questo punto c’è un urgente bisogno di «una mossa chiara e semplice: un rialzo dei tassi benchmark e il mantenimento dei nuovi livelli».
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