TRICHET, BANCHE - Le banche centrali lanciano il loro appello alla Grecia, e lo fanno con «grande fermezza», perchè attui tutti i suoi impegni,
«Facciamo appello al governo greco con grande fermezza. E’ nell’interesse della Grecia e per la prosperità di questo paese nel lungo periodo. Non credo ci siano dubbi che se confermeranno tutti i loro impegni, saranno certamente in una situazione migliore», ha detto il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet«. Stiamo esaminando la situazione in questa fase .»
Trichet, parlando nella sua veste di presidente del Global Economy Meeting, il raduno dei banchieri centrali che si riunisce circa una volta ogni due mesi a Basilea, in Svizzera, ha ribadito che rimane la sua «ipotesi di lavoro» che la Grecia farà tutto ciò che è necessario per ottenere l’approvazione dalla cosiddetta troika della Commissione europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca centrale europea per ottenere la sua nuova tranche di finanziamento.
Trichet ha sottolineato che le banche centrali di tutto il mondo sono «pronte» ad agire se necessario per sostenere l’economia globale. Trichet ha detto che lo scambio di opinioni tra lui e i suoi colleghi presso le principali banche centrali del mondo industrializzato è «permanente», e che colloqui sono attualmente in corso anche con i governatori delle banche centrali delle economie emergenti.
Anche se ha ammesso che ogni banca deve far fronte a circostanze e contingenze differenti, Trichet ha detto che «non c’è assolutamente alcun dubbio che siamo pronti a fare quanto è necessario».
Trichet ha nuovamente respinto le preoccupazioni circa la liquidità della banca, dicendo che lui e i suoi colleghi «sono pronti a fornire liquidità alle banche, come richiesto», e ha sottolineato l’impegno della BCE per soddisfare le esigenze di piena liquidità a tasso fisso.
Trichet ha ripetuto il suo appello ai leader della zona euro perchè adottino le decisioni assunte il 21 luglio. Questo consentirebbe al fondo di salvataggio della zona euro, l’EFSF, di comprare le obbligazioni sul mercato secondario, così come prestare preventivamente denaro ai paesi in difficoltà fiscali.