Il Financial Times riporta oggi alcune indiscrezioni riguardo alla bozza della Commissione Europea che sarà pubblicata a giorni e che stende le basi per l’applicazione della Tobin Tax agli undici paesi che hanno deciso di aderire, tra i quali ricordiamo: Italia, Germania e Francia.
Secondo il piano della Commissione Europea, le economie più grandi dell’Eurozona ricaveranno, grazie all’applicazione della Tassa sulle Transazioni Finanziarie circa 30-35 miliardi di euro.
La decisione di Bruxelles, di applicare una tassa pan-Europea ai paesi che coprono circa i due terzi dell’output economico dell’Unione (ma che esclude la City di Londra) potrebbe aprire un divario insanabile tra i paesi membri UE.
Tobin Tax: indiscrezioni sulla bozza
La bozza della tassa, elaborata dal commissario UE, Algirdas Semeta, getta una base più ampia di quanto previsto e aggiunge al piano originale una serie di misure anti-elusione, in modo che le imprese finanziarie non vadano a rifugiarsi nei «safe haven» della fiscalità.
Secondo il piano, sarà applicato un prelievo dello 0.1% sugli scambi di azioni ed obbligazioni e uno dello 0.01% sarà applicato ai derivati. La tassa sarà imposta a qualsiasi transazione che coinvolga un istituto finanziario o a qualsiasi negoziazione per conto cliente, con sede nell’area fiscale.
TTF: misure anti raggiro ed esenzioni
Il trasferimento delle attività e degli stabilimenti al di fuori dalle giurisdizioni FFT sarà reso «meno vantaggioso» grazie all’introduzione di un sistema che permette la tassabilità anche sulle transazioni basate su prodotti finanziari, anche se le parti in gioco saranno Asia, Stati Uniti o Regno Unito.
Nonostante la bozza della Commissione Europea parli di una messa in atto della Tobin Tax a partire dal 2014, scrive il giornale inglese, è possibile che servirà più tempo, tutto dipende «dalla propensione di Berlino a voler raggiungere un accordo».
Ad ogni modo, nella bozza sono inserite alcune esenzioni che addolciscono l’impatto della tassa sui fondi pensionistici e sull’attività economica. La tassa, infatti, non sarà applicabile su alcune particolari attività come l’emissione di quote di fondi retail o lo scambio di azioni in caso di fusioni aziendali. Lo Stato e le banche centrali non dovranno pagare la tassa sulle transazioni (TTF) quando interverranno sul mercato secondario, anche se sarà tassabile il trading sulle obbligazioni. Allo stesso modo, è esente dall’applicazione il trading valutario.
Tobin Tax: l’impatto economico e politico
Se il disegno della tassa sarò adottato secondo queste linee, saranno soggette alla tassazione un numero di banche con sede nell’area fiscale - come Deutsche Bank o BNP Paribas - e tutti gli scambi per conto cliente con sede in uno degli 11 paesi aderenti, anche se si opera da Londra.
Qualsiasi istituzione Statunitense o Asiatica che scambi titoli emessi in Francia, Germania, Spagna o Italia, sarà anch’essa tassata.
Prima che una bozza del genere possa vincere il consenso politico, sicuramente dovranno passare molti dibattiti politici. Come molti sanno, la Tobin Tax è stata approvata da: Belgio, Germania, Estonia, Grecia, Francia, Spagna, Italia, Austria, Portogallo, Slovenia e Slovacchia.
Una valutazione dell’impatto che avrà la Tobin Tax, suggerisce che questa potrebbe colpire sul lungo termine la crescita ed il costo del lavoro, ma a quanto pare non c’è in preparazione alcuna analisi che valuti l’impatto di questa imposta esclusivamente destinata alla zona Euro.