Theresa May: i 5 passi per salvare il futuro del Regno Unito dopo la Brexit

C. G.

13 Luglio 2016 - 17:10

Theresa May è il nuovo primo ministro del Regno Unito dopo la Brexit. Ecco le 5 sfide che dovrà fronteggiare in un delicato periodo di transizione per il paese.

Theresa May: i 5 passi per salvare il futuro del Regno Unito dopo la Brexit

Theresa May è stata nominata prima ministra del Regno Unito in seguito alle dimissioni di David Cameron e dopo aver sbaragliato tutti i suoi rivali alla guida dei conservatori britannici.
Una nomina che ha anche avuto effetti sui mercati finanziari.

Il Regno Unito non sta attraversando un momento facile dopo il risultato del referendum Brexit e per questo la May dovrà affrontare una fase di transizione molto complicata. Dovranno essere risolti diversi problemi e Theresa May dovrà dimostrare di essere all’altezza del suo nuovo ruolo di guida del governo conservatore del Regno Unito.

Dopo la Brexit, dopo le dimissioni di David Cameron, dopo l’uscita di scena di Boris Johnson e dopo aver battuto la rivale Andrea Leadsom, la May è divenuta prima ministra di un Regno Unito in procinto di abbandonare l’Unione Europea - nonostante il 48% dei britannici abbia votato contro la Brexit.

Una fase di transizione che la May dovrà gestire al meglio.
Vediamo allora quali saranno le 5 sfide che la neoeletta Theresa May dovrà affrontare.

1) Trovare un accordo sulla Brexit

Nonostante la May sia stata una sostenitrice della campagna “Remain”, essa ha ribadito che “Brexit significa Brexit” preannunciando la sua volontà di proseguire con le pratiche per il divorzio fra Regno Unito e Unione Europea.

È un cammino difficile quello che la May dovrà percorrere, perché la nuova prima ministra dovrà barcamenarsi fra l’abbandono dell’UE e la volontà britannica di continuare a beneficiare del mercato unico europeo. Tutto ciò apre le porte ad altre innumerevoli preoccupazioni come quelle relative agli immigrati o al mantenimento di rapporti amichevoli col resto dell’Unione.

2) Unire un paese spaccato a metà

Il risultato del referendum - 52% a favore del “Leave” e 48% a favore del “Remain” - ha spaccato ideologicamente in due il Regno Unito. Scozia e Irlanda del Nord si sono pronunciate a favore del “Remain”, così, alla comunicazione ufficiale dei risultati del referendum hanno minacciato la secessione.
La May ha escluso la possibilità di nuovi referendum prima del 2020; primo passo, forse, per tentare di ricompattare a tutti i costi un paese lacerato dalla Brexit.

3) Unire un partito conservatore diviso

L’ascesa di Theresa May alla guida del governo conservatore del Regno Unito è stata piuttosto veloce.
Essendo rimasta l’unica candidata alla guida del governo britannico - dopo la rinuncia della rivale Andrea Leadsom e di Boris Johnson - la May ha avuto la possibilità di scavalcare le regole interne di un partito ormai diviso.
La May dovrà riunificare un partito conservatore le cui controversie sull’Europa hanno portato Cameron ad indire l’ormai famoso referendum sulla Brexit e vedendo come è andata a finire, non sarà cosa facile.

4) Rimettere in piedi l’economia

Una delle prime cose che la May dovrà evitare sarà certamente il pericolo di una recessione per il Regno Unito.
La sterlina è infatti crollata ai suoi livelli più bassi in 31 anni dopo la Brexit, anche se sembra che si stia riprendendo, mentre si parla ormai continuamente di numerose compagnie e aziende britanniche in procinto di abbandonare il Regno Unito - portandosi dietro soldi e lavoro, ovviamente.

5) Combattere il razzismo

La May dovrà inoltre controllare ed evitare gli attacchi razzisti che hanno fatto seguito al referendum Brexit.
Volantini anti-immigrazione con la scritta “Ora siamo fuori dall’Europa. Basta parassiti polacchi” sono apparsi sulle auto a Cambridgeshire, nell’Inghilterra dell’est, nei giorni successivi al referendum.
Nonostante queste parentesi vi sono state comunque molte manifestazioni di solidarietà nei confronti delle comunità di immigrati presenti nel Regno Unito e uno dei compiti più ardui per la May sarà proprio quello di riuscire a ricompattare ideologicamente un paese che sta sfociando nel razzismo.

Insomma, le sfide per Theresa May, nuova prima ministra del Regno Unito, sembrano una più grande dell’altra.

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